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Ristorante Teatro alla Scala torna a splendere per la prima

Ristorante Teatro alla Scala torna a splendere per la prima

Di: ANSA
Ristorante Teatro alla Scala torna a splendere per la prima

(ANSA) – ROMA – Stasera, in occasione della Prima della Scala, il Ristorante Teatro alla Scala aprirà per pochi giorni per accogliere i melomani gourmet, milanesi e non, in uno spazio onirico realizzato per l’occasione dal flower designer Vincenzo Dascanio. Oltre alla possibilità di ammirare la sorprendente installazione floreale, in occasione della Prima della Scala e durante il weekend di Sant’Ambrogio, sarà possibile assaggiare il celebre risotto allo zafferano di Marchesi, accompagnato da bollicine e macaron La Durée. Un omaggio alla cucina italiana di Gualtiero Marchesi grazie all’estro di Anatolij Franzese, ultimo Chef a fianco del grande Maestro. Velluti, stucchi dorati, cassettoni e volte ricorderanno l’architettura classica e teatrale, dando vita ad uno spazio unico che segnerà la transizione tra il ristorante Il Marchesino e il nuovo concept che prenderà forma nei primi mesi del 2019. Intanto, Daniel Canzian, chef e patron del Ristorante Daniel a Milano da cinque anni, è lo chef incaricato da Caffè Scala di creare il menu per i 500 ospiti della tradizionale cena di Gala che seguirà lo spettacolo di apertura della stagione scaligera 2018/2019. Canzian rende omaggio a Verdi con piatti che ne raccontano il genio creativo e le passioni. Un tributo, quello di Daniel Canzian, che nasce quindi da una riflessione e da un’analisi a tutto tondo del dramma lirico: “Ho voluto ragionare il menu come una serie di sensazioni gustative capaci di raccontare l’opera e il suo autore anche a tavola”, spiega Daniel. “Naturalmente la suggestione drammatica da cui nasce il racconto e la sequenza scenica hanno avuto grande parte nella selezione degli ingredienti e nei metodi di cottura che ho scelto di proporre, ma non ho tralasciato di “citare” lo spirito verdiano. Il suo stile è quindi richiamato dalla semplicità dei piatti e dalla loro pulizia: Verdi non era un cuoco, ma un grande buongustaio, con un ottimo palato capace di distinguere la qualità degli ingredienti e la pienezza dei sapori. Un amante della buona tavola alla cui opera ho deciso di rendere omaggio sia con piatti ispirati ai luoghi in cui il dramma “Attila” è ambientato sia con un occhio di riguardo alla terra d’origine del celebre compositore e alla sua passione: il risotto allo zafferano. Non potrebbe esserci occasione migliore per ricordare che Giuseppe Verdi ha fatto moltissimo per la gastronomia italiana, portandone i segreti con sé in ogni suo viaggio nel Mondo. Per esempio, sappiamo che è stato lui a trasmettere minuziosamente la ricetta del risotto alla milanese a Camille Du Locle, impresario de l’Opéra Comique di Parigi, e quindi ai francesi”.(ANSA).

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