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Conserve, confetture, gelatine e Co.

Quando realizziamo una marmellata o anche una conserva, può capitare che utilizziamo il termine sbagliato per individuarla, ma c'è una bella differenza tra i vari termini che vengono comunemente utilizzati, proviamo a fare un poco di chiarezza in merito.

  • Capita frequentemente che, per identificare una conserva od una marmellata, utilizziamo indifferentemente termini come "conserve", "marmellata" o "confettura", ma in realtà questi termini individuano dei prodotti molto differenti tra loro, e noi abbiamo voluto provare a fare un poco di chiarezza.

  • Conserva

    Conserva

    La conserva è fondamentalmente un alimento, cotto o crudo, che viene conservato in un liquido, che a seconda dei casi può essere olio, aceto, sciroppo di zucchero o anche alcol o liquore, e tenuto al riparo dall'aria in un barattolo di vetro a tenuta ermetica. Questo barattolo viene spesso sterilizzato con una permanenza più o meno lunga in acqua bollente, è importante anche che il raffreddamento successivo sia molto graduale per evitare il rischio che il barattolo, sottoposto ad eccessive sollecitazioni termiche, possa rompersi o addirittura scoppiare.

  • Conserve, qualche esempio

    Conserve, qualche esempio

    Ecco qualche esempio di conserva, che consente in tal modo di godere del gusto di verdure estive anche nel periodo invernale quando queste non sono più disponibili.
    Sarà così possibile conservare ogni tipo di verdura, dai carciofi alle carote, dagli asparagi ai cavolfiori, ed ogni tipo differente di conserva, sottovuoto o sottosale o ancora sott'olio, per citarne alcune, ci consentirà di usufruire del prodotto quasi come se fosse fresco.

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  • Confetture

    Confetture

    Diverso è il discorso delle confetture, che prevedono la conservazione della frutta - tranne gli agrumi che rientrano in una categoria differente - a mezzo di cottura assieme ad una determinata quantità di zucchero.
    La quantità di zucchero adoperata non deve mai scendere al di sotto del 30% del peso della frutta già pulita, e questo per assicurare al prodotto finale, che andrà sempre tenuto in barattoli di vetro a chiusura ermetica, la corretta conservazione nel tempo.
    La quantità di zucchero adoperata può arrivare anche ad eguagliare il peso della frutta pulita, e la percentuale esatta è in funzione del grado di dolcezza della frutta adoperata e dei gusti personali, rispettando però i valori minimi previsti.

  • Che confettura vogliamo preparare?

    Che confettura vogliamo preparare?

    Quasi tutta la frutta può essere trasformata in confettura, escludendo come abbiamo detto gli agrumi, che rientrano in un'altra categoria, dalle castagne alle ciliegie, dall'ananas alle albicocche, utilizzando percentuali di zucchero differenti (ma rispettando sempre il minimo del 30% del peso della frutta pulita), in base alla dolcezza propria del frutto ed alle proprie preferenze.

    Ecco dove trovare tanti suggerimenti sulle confetture da preparare anche se, in base a quanto illustrato nello step successivo, sono definite impropriamente col nome di "marmellate".

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