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Le 7 regole del panino perfetto!

Impariamo simpaticamente a creare un panino perfetto, oltre alle nozioni di gastronomia un pò di fisica non guasta...
 

  • Se pensate che per preparare un sandwich sia sufficiente mettere il vostro salume preferito in mezzo a due fette di pane, siete fuori strada: non si tratta solo di una semplice e banale operazione manuale, dietro a un buon panino c’è ben di più.

  • È stata introdotta dal dottor Mark Hadley, un ricercatore del dipartimento di fisica dell' Università di Warwick, una formula ideale per un buon panino, una sorta di scienza dello spuntino. Fondamentalmente serve a realizzare un panino che non schizzi e non lasci colare salsa e contenuti vari già dal primo morso. Insomma, il panino perfetto.

  • La spiegazione su come leggere la formula ce la fornisce lo stesso Hadley: si tratta di una versione semplificata dell'equazione che regola il movimento dei liquidi, per esempio le goccioline di acqua o il succo di un pomodoro su una foglia di lattuga. Ma il tutto è reso molto più complicato dalle infinite varianti che possono caratterizzare ogni panino: la maionese per esempio si comporta come un fluido, ma con una viscosità molto maggiore. E poi c'è la pressione esercitata dal mangiatore, che rende l'intero sistema ancora meno prevedibile.

  • Se siete soliti strapazzare in qualche modo il vostro panino stringendolo forte tra le mani, dimenticatevi di mangiare un buon panino, infatti non bisogna applicare al sandwich una pressione eccessiva perché questo comporta la fuoriuscita dei liquidi.

  • Per assaporare un buon panino, regola che vale per qualunque piatto, questo va mangiato appena fatto, quando è fresco, e non il giorno dopo: il deterioramento altera infatti la corretta diffusione del condimento e delle salse.

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