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La dieta reducetarian, chi la conosce?

La dieta reducetarian, uno stile di vita alimentare più sano aumentando il benessere e diminuendo di peso. Conosciamo meglio la dieta reducetarian.

 

  • Metabolismo al lavoro

    Metabolismo al lavoro

    Al giorno d'oggi siamo abituati a diete che devono funzionare immediatamente e sottoponiamo il nostro corpo ad alimentazioni che ci privano di alimenti e che per questo alterano il nostro metabolismo costringendolo a lavorare in maniera errata.

  • Vegana e vegetariana

    Vegana e vegetariana

    Altre diete ci impongono di rinunciare per sempre ad intere categorie di alimenti, come quella vegetariana e quella vegana, che comporta un cambiamento anche nel nostro stile di vita e di pensiero oltre che nella nostra alimentazione, cosa che non è certamente alla portata di tutti.

  • Un nuovo trend alimentare

    Un nuovo trend alimentare

    Nasce oggi un nuovo trend alimentare, una dieta dal nome nuovo che si limita semplicemente a ridurre le quantità di determinati alimenti ma senza farci rinunciare al piacere di assaporarli saltuariamente: la dieta reducetarian, creata da Brian Kateman e Tyler Alterman, una dieta dall'approccio dolce, nella quale sono previsti piccoli cambiamenti comportamentali.

  • Mangiare meno carne

    Mangiare meno carne

    La filosofia di questa dieta può essere riassunta in tre parole: "mangiare meno carne", ma senza farci rinunciare del tutto. Ovviamente il nome "dieta" per questo stile di vita è leggermente fuorviante, ma certamente, seguendone i criteri, miglioreremo il funzionamento del nostro metabolismo che come sappiamo è responsabile anche dell'ottimizzazione del grasso corporeo.

  • Quanta carne consumiamo?

    Quanta carne consumiamo?

    Intanto ecco qualche dato sul consumo di carne: uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism ha confermato che coloro che hanno consumato alti valori di proteine animali, in media più del 20% al giorno in proporzione al fabbisogno totale, hanno alte probabilità, circa il 74% in più, di morire nei 18 anni successivi allo studio, dato confermato anche dal monitoraggio del National Death index  (Indice Nazionale delle morti).

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