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Alluminio, è sicuro con il cibo?

Alluminio, è sicuro con il cibo? Pensate a quante pentole, mestoli, vaschette e contenitori quotidianamente usiamo con l'alluminio. Ma è sicuro usarlo?
 

  • Lo studio

    Lo studio

    L’Istituto Nazionale della Nutrizione ha condotto uno studio con l’obiettivo di scoprire quali siano i reali livelli di ingestione di alluminio nella popolazione italiana, in modo da comprendere anche i rischi sanitari correlati all'utilizzo di tale materiale.

  • Il test

    Il test

    Al test hanno partecipato 10 mila famiglie italiane appartenenti ad ogni regione e la ricerca si è concentrata nella comparazione deglii alimenti preparati normalmente con gli utensili da cucina con quelli conservati nei contenitori di alluminio. In questo modo i dati ottenuti hanno permesso un confronto tra il rischio potenziale e quello effettivo.

  • I valori dell'OMS

    I valori dell'OMS

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità stabilisce un quantitativo massimo giornaliero di alluminio assorbito pari a 60 mg al giorno. Superando questa soglia il rischio di ammalarsi è concreto.
    I livelli riscontrati in Italia mediante questo studio hanno appurato che le nostre famiglie tipo sono molto lontane da questo valore. La media italiana risulta infatti essere compresa tra i 3 e i 6 mg al giorno.

  • La legislazione italiana

    La legislazione italiana

    E la legge? In Italia non esiste una legislazione specifica. L’alluminio non rientra fra le possibili cause di problemi alla salute e quindi occorre unicamente riferirsi ai principi di carattere generale previsti dalla Legge 283 del 1962. Questa legge prescrive che i materiali a contatto con gli alimenti non devono cedere sostanze nocive.
    Ma è realmente così?

  • Le sostanze nocive

    Le sostanze nocive

    Fortunatamente pare proprio di si. Gli esperti hanno condotto diverse prove per valutare la cessione di alluminio dal contenitore al contenuto con diversi liquidi, tra cui acqua, acido acetico e olio di girasole. L’acqua e l’olio di girasole hanno dato valori di migrazione vicino allo zero.
    Ma l’acido acetico, ossia l’acido che fornisce il suo caratteristico sapore all’aceto, come è invece andato?

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