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Dado da brodo, amico o nemico?

Analizziamo il dado da brodo, da quello industriale a quello fatto in casa, cosa c'è dentro?

  • La storia del dado da brodo risale al lontano 1850, epoca in cui il barone Von Liebig ideò e lanciò sul mercato un estratto di carne in cubetti, presentandolo come un comodo sistema per dare sapore alle nostre minestre, un sistema che si è protratto fino ai tempi odierni dove il dado da brodo risolve rapidamente la necessità di preparare un condimento per i nostri piatti, ma a che costo?

  • Nei banchi dei supermercati il dado da brodo è oggi disponibile in 3 differenti formati, il classico cubetto, il granulare e il brodo pronto in brick. Ogni tipologia è poi offerta sia in versione classica, come estratto di carne, che come brodo vegetale, ma ne esistono anche varietà a base di pesce o di soia.

  • La ricetta base del dado da brodo prevede l'utilizzo di sale, estratti di carne o verdura, grassi ed aromi vari. Come forse avrete notato il primo ingrediente è il sale, che spesso supera il 60% del peso totale, mentre gli estratti vari concorrono soltanto per uno 0,5% nel migliore dei casi!

  • Altri ingredienti che sono coinvolti in maniera rilevante nella composizione sono il glutammato di sodio, contraddistinto dalla sigla E621, e se ci troviamo in presenza di confezioni che ne evidenziano l'assenza ecco che compariranno coloranti, esaltatori di sapidità e grassi assortiti.

  • Per evitare di dover ingurgitare tutto questo sale, da notare che l'italiano medio assume 6 grammi di sale al giorno contro i due consigliati, converrebbe prepararsi in casa il dado da brodo, ed è più semplice di quanto possa sembrare, basterà affettare 3 carote, 2 coste di sedano, 2 zucchine e 2 cipolle, tritare tutto nel mixer con 2 spicchi d'aglio, basilico e prezzemolo e conservare il composto ottenuto nella vaschetta del ghiaccio in frezeer, per averlo disponibile al momento del bisogno, e da notare che non vi è assolutamente sale!

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