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Le portate
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Whisky
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Massimo Bussola |
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Whisky
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Metodi di produzione
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Malting |
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Due
parole
sull’orzo
L'orzo,
uno dei
primi
cereali
coltivati
dall'uomo
e può
essere
prodotto
in molte
regioni
della
terra;
tuttavia,
data la
sua
attitudine
a
maturare
precocemente
in climi
temperati,
umidi e
con
molte
ore di
luce,
trova il
suo
habitat
naturale
sulle
terre
scozzesi.
In
Scozia,
durante
l'estate,
la
temperatura
media è
di
14/15°
con un
alto
grado di
umidità
causato
dalle
frequenti
piogge.
La luce
del
sole, a
quella
latitudine,
si
protrae
per
quasi 20
ore
giornaliere,
i
raccolti
sono
pertanto
abbondanti
e la
qualità
dell'orzo
eccellente.
La
scelta
dell'orzo,
quale
cereale
ideale,
è dovuta
sia alla
produzione
di orzo
d’alta
qualità
che
avviene
in
Scozia,
sia per
il fatto
che tale
cereale
è
particolarmente
portato,
durante
la
germinazione,
ad una
produzione
molto
abbondante
di
enzimi.
La
macerazione
in acqua
Il
processo
del
maltaggio
ha
inizio
con una
prima
fase
detta
macerazione,
che
consiste
nell'inumidire
l'orzo
in
vasche o
stanze,
le
steeps,
allo
scopo di
favorirne
la
macerazione.
L'orzo
selezionato,
che
viene
prelevato
dai
silos,
pulito e
tarato,
ha un
basso
grado di
umidità,
solitamente
non
superiore
al 12%.
L’orzo
così
convogliato
in ampie
vasche
contenenti
acqua a
temperatura
di 14°
rimane
immerso
per
periodi
più o
meno
lunghi,
con
ripetuti
cambi
totali
di
acqua.
L'acqua
è di
importanza
fondamentale
per la
distillazione
dei
cereali.
E' per
questa
ragione
che, nei
secoli
scorsi
chi ha
costruito
distillerie
di malto
scozzesi,
si è
preoccupato
di avere
vicino
un corso
d'acqua.
Ciò che
può
distinguere
un
whisky
di malto
da un
altro è
quindi
anche la
composizione
dell’acqua;
differente
è la
composizione
delle
falde,
del
sottosuolo
e del
terreno
dove
l'acqua
scorre
in
superficie
e
differenti
saranno
i
risultati.
Al
termine
del
processo
di
macerazione,
solitamente
di circa
48 / 70
ore (a
seconda
del
periodo
dell’anno
e della
qualità
dell'orzo),
le
cariossidi*
sono
sature
ed hanno
raggiunto
il grado
di
umidità
voluto
di
almeno
il 47%,
la
condizione
ideale
per
risvegliare
l'embrione
a nuova
vita.
* La
cariosside
o chicco
è
composta
da
due
parti:
l'embrione,
struttura
vivente
da dove
ha
inizio
la
germinazione,
e
l'endosperma
composta
da
cellule
contenenti
carboidrati
di tipo
complesso
(amidi
insolubili).
Per
ottenere
l'estrazione
degli
amidi e
per
poterli
utilizzare,
occorre
favorire
la
metamorfosi
dell'orzo
che
avviene
durante
la
germinazione.
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La
germinazione
in
malto
verde
Dopo
che
l'orzo
è
rimasto
a
macerare
il
tempo
dovuto,
l'acqua
viene
fatta
scolare
e il
cereale
viene
steso
ad
un'altezza
di
60 /
90
centimetri
su
un
pavimento
che
può
essere
di
pietra,
di
cemento
o di
mattonelle.
E'
su
questo
pavimento
(chiamato
"malting
floor")
che
ha
luogo
la
germinazione,
un
processo
durante
il
quale
l'orzo
"respira"
e
assorbe
ossigeno
emettendo
anidride
carbonica
e
generando
al
contempo
una
considerevole
quantità
di
calore.
La
germinazione
deve
svilupparsi
solamente
all'interno
del
chicco
ed
essere
bloccata
prima
della
fuoriuscita
della
nuova
pianta.
Per
uniformare
la
temperatura,
che
è
maggiore
verso
il
fondo,
i
chicchi
vengono
periodicamente
girati
con
pale
o
benne,
in
questo
modo
si
impedisce
anche
che
le
radichette
si
allaccino
le
une
alle
altre.
Esse
però
non
devono
crescere
più
di
tanto,
e
per
far
questo
si
insiste
nel
rivoltare
l'orzo,
nell'assottigliarne
lo
strato
e a
volte
si
arriva
addirittura
ad
ararlo
con
un
vero
aratro
tirato
a
mano.
Il
processo
della
germinazione
a
questo
punto
è
terminato
e si
impedisce
alla
radichetta
di
svilupparsi
ulteriormente,
esse
devono
raggiungere
e
non
superare
i
cinque
ottavi
della
lunghezza
dei
chicchi
stessi.
Durante
la
fase
di
germinazione
l'orzo
ha
secreto
l'enzima
diastasi
che
solubilizza
l'amido
presente
nell'orzo,
preparandolo
per
la
conversazione
in
zucchero.
L'orzo
si è
ora
trasformato
in
"malto
verde"
ed è
pronto
per
l'essiccazione.
L’essiccazione
in
forno
Al
termine
dei
6, 8
o
persino
12
giorni
di
germinazione
si
ha
la
massima
trasformazione
degli
amidi
da
insolubili
a
solubili
e
l'orzo
viene
inviato
in
forni
ad
aria
calda.
Le
cariossidi
vengono
così
asciugate
e,
allo
stesso
tempo,
si
blocca
la
germinazione
oltre
i
5/8,
ottenendo
l'orzo
maltato.
Quelle
specie
di
cuspidi
a
pagoda
che
ci
permettono
di
riconoscere
nel
panorama
scozzese
le
distillerie
sono
appunto
i
forni
da
essicazione.
Il
pavimento
del
forno
è di
ferro
bucato
o di
rete
metallica.
Qui
viene
steso
il
malto
verde,
a
un'altezza
di
circa
60
cm.,
e il
fumo
che
sale
dal
fuoco
di
torba
acceso
tre
o
quattro
metri
più
in
basso,
provvede
ad
asciugarlo.
Un
ventilatore
posto
sulla
sommità
del
forno,
quella
che
sembra
la
cima
di
una
pagoda,
aspira
l'aria
calda
che
sale
dal
fuoco
e,
grazie
al
pavimento
forato,
attraversa
il
malto
verde
La
torba,
bruciando,
produce
un
fumo
greve,
grasso,
pungente
e
penetrante
che
è di
primaria
importanza
in
quanto
conferisce
al
malto
un
aroma
speciale
che
è
poi
quello
che
si
trasmette
alla
fine
al
whisky.
Al
termine
di
questi
processi
ecco
dunque
uscire
il
malto
nelle
condizioni
volute,
secco,
croccante,
friabile,
aromatico
e
assai
diverso
come
struttura
e
profumo
dall'orzo
da
cui
è
stato
ricavato,
anche
se
all'apparenza
se
ne
distingue
appena.
Prima
di
passare
al
mashing,
cioè
la
sua
mescolatura
con
acqua,
esso
viene
ripulito
con
un'apposita
macchina
dalle
radichette
e da
ogni
altra
impurità.
Queste
radichette
vengono
vendute
come
mangime
per
il
bestiame
sotto
il
nome
di
"culmi
di
malto".
Oggigiorno
si
suole
normalmente
effettuare
il
malting
in
camere
dette
Saladin-Muger
o in
tamburi.
In
entrambi
i
casi
il
processo
è
controllato
meccanicamente.
Anziché
germogliare
sul
pavimento
della
malteria,
il
cereale
viene
immesso
in
grandi
camere
rettangolari
o in
capienti
tamburi
cilindrici.
La
temperatura
è
regolata
soffiandovi
aria
a
temperatura
predeterminata,
verso
l'alto.
L'aria
attraversa
lo
strato
di
cereale
germogliante
che
viene
rivoltato
meccanicamente.
E'
di
recente
sviluppo
l'usanza,
grazie
alla
rapida
espansione
dell'industria
dello
Scotch,
che
le
distillerie
si
procurino
il
malto
da
maceratori
specializzati
che
forniscono
diversi
produttori,
per
cui
si
riesce
ad
effettuare
il
malting
in
modo
più
economico.
Due
parole
sulla
torba
In
Scozia,
la
maggior
parte
delle
distillerie
utilizzano
nella
fase
di
essiccazione,
oltre
all'aria
calda,
il
fumo
di
torba,
che
impregna
l'orzo
maltato,
donandogli
aroma
e
gusto
di
torbato
che
riscontriamo,
più
o
meno
accentuato,
nel
prodotto
finale.
La
torba,
di
cui
la
Scozia
ne è
piena,
è il
primo
stadio
di
carbonizzazione
dei
resti
vegetali;
essa
è un
tipo
di
carbon
fossile
di
formazione
più
recente
degli
altri
minerali
e si
presenta
come
una
massa
poco
compatta
di
detriti
palustri;
è
quindi
ideale
come
materia
prima
a
lenta
combustione.
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