La distillazione
consiste sostanzialmente
nel convertire un
liquido in vapore e
quindi far condensare
quest'ultimo in modo da
avere di nuovo un
liquido.
Per distillare il whisky
scozzese si utilizzano
tuttora alambicchi di
rame a forma di pera, i
pot still,
secondo il tradizionale
metodo discontinuo.
Vediamo dunque qua sotto
come funziona l'antico e
semplice processo della
distillazione.
Il primo alambicco
Il mosto di malto
fermentato, il wash,
quel liquido chiaro con
una gradazione alcolica
compresa tra il 6 e il 9
%, viene ora versato
all’interno del primo
alambicco, il wash
still, un alambicco
di rame dal grosso
“collo”.
Ogni alambicco è un
pezzo unico che
contribuisce a produrre
un whisky unico; la
forma degli alambicchi
infatti varia per scelta
ed esigenza del
costruttore.
Le fasi della
distillazione sono
seguite attentamente dal
Mastro Distillatore, è
lui che provvede ad
immettere nel primo
alambicco il prodotto
fermentato (il wash)
ed è sempre lui che
accende il riscaldatore
(un tubo a serpentina
contenente vapore posto
all'interno
dell'alambicco stesso).
Il wash viene così
riscaldato fino a farlo
evaporare, il vapore
sale per il collo
dell'alambicco e quindi
riscende attraverso una
serpentina, dove la
bassa temperatura
prodotta dall'acqua
fredda in cui è immersa
lo fa di nuovo
condensare in liquido.
Lo scopo della prima
distillazione è di
separare la maggior
quantità di alcool
possibile, unitamente ad
altri elementi quali gli
acidi, gli esteri, le
aldeidi, i terpeni ecc.
lasciando nell'alambicco
la maggior parte
dell'acqua.
Poiché L'alcool evapora
ad una gradazione
inferiore ai 100°
centigradi (grado di
ebollizione dell'acqua)
Quanto descritto è
possibile se la
temperatura del liquido
è mantenuta ad una
gradazione inferiore ai
100°. Sono infatti
proprio gli alcoli i
primi ad evaporare; essi
evaporando, trascinano
con loro le molecole
degli elementi
sopracitati oltre ad una
certa quantità di
molecole d'acqua.
La differenza di
temperatura nella
serpentina trasforma
nuovamente il vapore
alcolico in liquido,
ridotto in quantità al
solo 25% del fermentato
originale.
La gradazione alcolica,
per contro, ha raggiunto
i 22 / 24°.
Il risultato di questa
prima distillazione non
è ancora
sufficientemente fine e
delicato e soprattutto
contiene anche alcool
non commestibile:
l’alcool metilico; così
il distillato, chiamato
low wines (bassi
vini o prodotto iniziale
della distillazione)
passa ad un secondo
alambicco dove avverrà
la seconda
distillazione.
Da questo punto in poi
la produzione passo
sotto il controllo e lo
sguardo vigile della
Custom & Excise, lo
spirito è infatti
soggetto a tassazione e
come tale ne va
controllata la quantità
di produzione.
Il secondo alambicco
E' necessaria ora il
passaggio in un altro
alambicco, il low
wines still, per la
seconda distillazione,
quella dello spirito
impuro e diluito dei
bassi vini, dalla quale
finalmente si otterrà il
whisky
Anche in questo caso,
riscaldando il liquido,
viene scartata la parte
di distillato formata da
sostanze volatili che
hanno il punto di
evaporazione inferiore a
quello dell'alcool
etilico, ossia tutto
quell’alcol metilico
nocivo per l'uomo.
Scartata questa parte,
chiamata Testa (foreshots),
il Mastro Distillatore
quando la temperatura
raggiunge i 78.4°
comincia a raccogliere
l'acquavite che contiene
principalmente alcool
etilico ed alcuni
elementi essenziali;
questa parte si chiama
"cuore".
Infine, quando la
temperatura raggiunge i
95°, evaporano gli
alcoli superiori, i più
pesanti, unitamente ad
aldeidi ed esteri grevi;
la "coda" (feints), come
è chiamata quest'ultima
fase, viene scartata ed
unita alla "testa";
testa e coda vengono
reimmessi nel ciclo
produttivo per essere
distillati nuovamente
assieme ad un’altra
partita di low wine.
Tutte queste operazioni
si svolgono nella
spirit safe, una
specie di grosso
sarcofago di ottone con
le pareti di vetro
attraverso la quale
viene fatto passare il
distillato, essa è fatta
in modo che, girando
apposite chiavette, lo
stillman può far
passare lo spirito in un
recipiente munito di uno
strumento per la
misurazione del peso
specifico, oppure
diluirlo con una certa
dose di acqua distillata
per stabilire se è
testa, cuore o coda.
E' opportuno che queste
operazioni si svolgano
sotto vetro e che lo
spirito non sia a
portata di mano per
l'assaggio diretto, in
quanto un funzionario
della dogana è il
responsabile del
controllo e della
custodia della quantità
di spirito prodotta.
Il risultato, il cuore,
è un'acquavite
perfettamente
trasparente,
cristallina, atta
all'invecchiamento con
una gradazione alcolica
pari a 70° ed una
quantità che si è
ridotta ad un terzo
della prima
distillazione.
In altre parole,
partendo da un prodotto
con la gradazione
alcolica di 6/9 gradi si
ottiene una quantità di
distillato pari a poco
più del 8% del liquido
iniziale. Si raggiunge,
per contro, una
concentrazione alcolica
notevole.
Produrre del buon whisky
è una cosa quindi che
dipende dalle capacità
dello stillman, il
responsabile della
distillazione; è lui,
infatti, che sulla base
di determinate prove
decide quando quello che
viene fuori
dall'alambicco dei bassi
vini è un distillato che
può andare, ovvero se è
una testa, un cuore, o
una coda
Il ”cuore” viene poi
raccolto nello Spirit
Receiver in attesa di
essere immesso nelle
botti.
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