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Pasteggiare con
il vino e cucinare
con esso sono due
cose completamente
diverse.
Le doti del
vino
come condimento
sono note da secoli
e, in pratica, ogni
tipo di pietanza può
essere valorizzata
con l'aggiunta del
vino,
bianco o rosso che
sia.
Dal vino bianco,
ideale per le zuppe,
al rosso che
valorizza salse e
piatti a base di
carne.
Quale vino
scegliere?
Quello che si
preferisce,
purché non sia un
cosiddetto " vino da
cucina", poiché
un vino che non è
buono da bere non lo
è nemmeno per
cucinare!
La
meta ambita del
conoscitore di vini
è quella di
elaborare il
"giusto" abbinamento
enogastronomico,
cioè di armonizzare
il gusto di un cibo
con quello di un
vino in modo che le
peculiarità dei due
prodotti si
integrino per dare
un prodotto finale
perfetto. |
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Curiosità. |
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La "degustazione", pertanto, può essere considerata come disciplina per quanto concerne l'applicazione delle procedure e le tecniche d'assaggio.C ome prezioso strumento d'arte capace nelle mani dell'artista di promuovere, tentare, provare per un "Tema d'abbinamento" non una ma più soluzioni, tutte valide, da proporre più che da imporre, le quali, pur rispettando il soggetto tematico, possono estrinsecarsi nelle maniere più fastidiose e suggestive, e tra le quali il buongustaio occasionale possa scegliere quella a lui più gradita, conformemente alle proprie abitudini e preferenze. |
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 I pochi PRINCIPI DELL'ARMONIA, ai quali occorre richiamarsi nell'accostamento dei "caratteri gustativi di un cibo a quelli di un vino, trovano pieno riscontro al verificarsi di una o più delle seguenti condizioni:
-
di qualità sensoriale, in quanto in ogni accostamento deve essere sempre rispettato il rapporto qualitativo
-
di associazione, per un effetto di completamento;
-
di analogia, per un effetto di rafforzamento caratteriale
-
di contrasto, per un effetto di attenuazione o di reciproco azzeramento sensoriale
In contemporanea agli effetti gustativi percettibili, la componente volatile odorifera del vino potrà accostarsi a quella del cibo ancora persistente, in sovrapposizione o prosecuzione, e, per quanto riguarda:
-
il tipo e la qualità sensoriale, in condizioni:
- di analogia, associazione, unità della qualità (nei casi migliori);
- di contrasto e dissonanza (nei casi peggiori)
-
il livello di intensità , in condizioni:
- di equilibrio od equivalenza (nel caso migliore);
- di squilibrio o preponderanza (nel caso peggiore)
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