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Il tè

di Fabio Spelta

  Ancora oggi viene comunemente consumato il rito del Tea Time, nato in epoca Vittoriana per soddisfare il languore tipico del pomeriggio ma anche per caratterizzare un'occasione mondana. Il rito inglese del Five o' Clock Tea è solo uno di quelli legati al tè. Ogni società che ha fatto uso di questa bevanda ha creato un cerimoniale per celebrare l'estasi del bello, dell'armonia, della convivialità o semplicemente della mondanità e della gola.
 
 
 
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Studi piuttosto recenti hanno attribuito che il tè verde era già conosciuto in Cina più di 5.000 anni fà. La bevanda, nata dall'infusione del tè con il più recente tè nero è entrata nel corso degli ultimi 3 millenni a far parte del patrimonio di molti paesi.
Il luogo di origine della pianta lascia adito a delle discussioni: alcuni sostengono la paternità negli altipiani della Cina sud-occidentale, altri la propongono nell'Assam o anche in Birmania.
Comunque sia sono essenzialmente tre le forze della bevanda: l'azione tonificante, che stimola e favorisce la concentrazione; il benefico effetto sedativo che esercita sullo stomaco ed il particolare aroma che si diffonde.
Il tè é quindi dopo l'acqua la bevanda più diffusa nel mondo, sia occidentale che orientale.
La scoperta del tè, secondo i cinesi, và attribuita ad un loro imperatore, Shen Nung, vissuto a sud del Fiume Giallo, nella provincia di Honan. Di lui si dice che avesse la testa d'uomo ed il corpo di serpente e che fosse uno dei Tre Venerabile a cui l'umanità deve molte invenzioni ma che si dedicasse molto all'agricoltura, tanto da essere venerato come Il Divino Agricoltore.
Un'altra leggenda orientale è riferita da un viaggiatore tedesco di fine Settecento, il medico Engelbert Kampfger. In un suo trattato si narra la storia diel pio Darma, figlio del re indiano Kosjuwo. Il principe era solito passare intere notti dedito a pratiche ascetiche, ma una volta che si lasciò vincere dal sonno, preso dall'ira nei suoi confronti per essere stato vinto, si strappò le palpebre e le gettò via. La mattina dopo da queste era nato un'alberello sempreverde.  Assaggiandolo egli scopersi il tè. L'episodio risalirebbe al 519 d.C.
Un'altra leggenda narra invece che il saggio cinese Gan Lu, convertitosi in India al buddismo, facesse poi ritorno nel suo paese portandosi dietro un piccolo involucro con semi di tè.
Ma molte altre sono le leggende narrate, a volte avvalendosi anche di " prove " scientifiche, riguardo la nascita di questa pianta e del suo infuso prodigioso.
Il periodo di massima ispirazione del tè si suddivide in due grandi epoche:
Nel periodo classico, quello in cui vide la luce la prima preparazione ( siamo intorno all'anno 850 ) in Cina prevalse l'uso di cuore le foglie del tè a vapore, pestarle poi nel mortaio fino a ridurle in massa compatta ed infine cucinarle con riso, zenzero, sale, scorza d'arancia, spezie, latte ed in qualche caso, anche con la cipolla.
A questo impasto, dalla consistenza simile ad uno sciroppo, si può avvicinare il tè con burro ancor'oggi preparato nel Tibet ed in alcune tribù mongole.
Nel periodo romantico ( fino al 1279 ) il tè veniva invece frullato: su foglie di tè non fermentato ( tè verde ) precedentemente polverizzate in un mortaio di pietra, si versava l'acqua bollente; quindi l'infuso veniva sbattuto con un pennello di fibre di bambù fino ad avere un liquido piuttosto denso.
Fù proprio in questo periodo che il tè ebbe il momento maggiore di celebrità, con addirittura dei concorsi per l'assaggio e la valutazione delle nuove miscele.
Con il passare del tempo, bere il tè non fù più considerato qualcosa di poetico ma una strada per giungere all'autocoscienza. Alcuni lo definirono addirittura un'amaro-dolce mentre i monaci della setta zen meridionale si raccoglievano davanti all'effige di Darma e bevevano il tè con una sola coppa, con la solennità del sacramento.
Un capitolo a parte deve essere citato in merito ai 24 strumenti usati per la preparazione: dal tripodel per le braci fino allo stipetto di bambù dove si ripongono i vari oggetti. A giudizio di Lu Yu ( poeta e filosofo della dinastia T'ang, 68-907 ) le tazze più indicate sono quelle smaltate in azzurro, un colore che risalta il colore della bevanda.
alla stessa maniera, sempre per voce di Lu Yu, occorre citare la preparazione del tè, affermandosi sempre in contrasto con gli ingredienti usati nell'epoca T'ang ( ad esclusione del sale ). Sull'acqua ha definito la migliore quella che sgorga da una sorgente di montagna.
Ma molte altre voci sono presenti nel Sacro Libro di Lu Yu, tra cui i modi di bere e la coltivazione.

 
 

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