|
Ancora
oggi viene
comunemente
consumato il rito
del Tea Time,
nato in epoca
Vittoriana per
soddisfare il
languore tipico del
pomeriggio ma anche
per caratterizzare
un'occasione
mondana.
Il rito inglese
del Five o' Clock
Tea è solo uno di
quelli legati al tè.
Ogni società che ha
fatto uso di questa
bevanda ha creato un
cerimoniale
per celebrare
l'estasi del bello,
dell'armonia, della
convivialità o
semplicemente della
mondanità e della
gola.
Introduzione:
Insieme a molte
altre consuetudini
i giapponesi
appresero dai lori
vicini cinesi
anche l'uso ed il
culto del tè.
Il primo segno di
una cultura del tè
si ha con il
fondatore della
setta Tendai che
piantò nei pressi di
Kyoto che aveva
portato dalla Cina.
Per quanto concerne
invece la cerimonia
del tè si fà invece
il nome del
sacerdote buddista
Muso Kokushi,
che avendo ricevuto
in dono un daisu
cinese ( una sorta
di mobiletto a
scomparti per la
sistemazione degli
strumenti relativi
all'uso del tè ), lo
utilizzò appunto
per la preparazione
del tè, dando
inizio alla
codificazione del
rito.
Nel 1564 le
regole vennero
fissate secondo la
forma classica
del celebre maestro
del tè Sen No Soeki
che su di una parete
dell'anticamera
della casa del tè ha
lasciato queste sue
regole:
- " Il segno di
inizio viene dato da
un colpo di gong,
quando gli ospiti
entrano
nell'anticamera e
tutti i partecipanti
si riuniscono
insieme "
- Solo nel momento
dedicato alla
purificazione della
mente si può
cogliere l'essenza
della dottrina"
- " Gli ospiti
entrano nella sala
quando il padrone di
casa fà la sua
comparsa ed invita i
presenti a farsi
innanzi"
- " Gli ospiti fanno
il secondo ingresso
( nella sala del tè
) quando l'acqua
posta sul fuoco
sibila come il vento
tra i pini e si ode
un rintocco di
campana"
- " La riunione non
deve superare le 2
ore ( ovvero a 4
delle nostre ore )
ma non è male se
questo tempo viene
superato con
discorsi sul
buddismo "
Queste, ma anche
altre, furono le
regole da seguirsi
per il cerimoniale
del tè, pratica
ancora oggi molto
diffusa in tutto il
Giappone.
Chanoyu, ovvero
la cerimonia del tè,
significa in senso
stretto " acqua
bollente per il tè".
In teoria la
cerimonia si può
svolgere in
qualsiasi luogo, ma
in pratica si
predilige destinare
una stanza
particolare,
definita " il
giardino del tè".
La stanza è modesta
ma tranquilla, il
giardino è piccolo
ma ben curato. La
conversazione fra
gli amici è intima
e cortese. Ci si
riunisce in molti ma
con poca spesa.
In Giappone esistono
delle scuole per
insegnare le manieri
cortesi e le buone
regole della
cerimonia del tè,
ricevendo al termine
un regolare
attestato.
Naturalmente questa
scuola non fornisce
assolutamente nulla
di professionale,
non esistono dei
maestri del tè
pagati, ma avervi
partecipato
conferisce grande
prestigio e
rispetto. |