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Il tè

di Fabio Spelta

  Ancora oggi viene comunemente consumato il rito del Tea Time, nato in epoca Vittoriana per soddisfare il languore tipico del pomeriggio ma anche per caratterizzare un'occasione mondana. Il rito inglese del Five o' Clock Tea è solo uno di quelli legati al tè. Ogni società che ha fatto uso di questa bevanda ha creato un cerimoniale per celebrare l'estasi del bello, dell'armonia, della convivialità o semplicemente della mondanità e della gola.
 
 
 
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Insieme a molte altre consuetudini i giapponesi appresero dai lori vicini cinesi anche l'uso ed il culto del tè.
Il primo segno di una cultura del tè si ha con il fondatore della setta Tendai che piantò nei pressi di Kyoto che aveva portato dalla Cina.
Per quanto concerne invece la cerimonia del tè si fà invece il nome del sacerdote buddista Muso Kokushi, che avendo ricevuto in dono un daisu cinese ( una sorta di mobiletto a scomparti per la sistemazione degli strumenti relativi all'uso del tè ), lo utilizzò appunto per la preparazione del tè, dando inizio alla codificazione del rito.
Nel 1564 le regole vennero fissate secondo la forma classica del celebre maestro del tè Sen No Soeki che su di una parete dell'anticamera della casa del tè ha lasciato queste sue regole:

- " Il segno di inizio viene dato da un colpo di gong, quando gli ospiti entrano nell'anticamera e tutti i partecipanti si riuniscono insieme "
- Solo nel momento dedicato alla purificazione della mente si può cogliere l'essenza della dottrina"
- " Gli ospiti entrano nella sala quando il padrone di casa fà la sua       comparsa ed invita i presenti a farsi innanzi"
- " Gli ospiti fanno il secondo ingresso ( nella sala del tè ) quando l'acqua posta sul fuoco sibila come il vento tra i pini e si ode un rintocco di campana"
- " La riunione non deve superare le 2 ore ( ovvero a 4 delle nostre ore ) ma non è male se questo tempo viene superato con discorsi sul buddismo "

Queste, ma anche altre, furono le regole da seguirsi per il cerimoniale del tè, pratica ancoraggi molto diffusa in tutto il Giappone.
Chanoyu, ovvero la cerimonia del tè, significa in senso stretto " acqua bollente per il tè".
In teoria la cerimonia si può svolgere in qualsiasi luogo, ma in pratica si predilige destinare una stanza particolare, definita " il giardino del tè".
La stanza è modesta ma tranquilla, il giardino è piccolo ma ben curato. La conversazione fra gli amici è intima e cortese. Ci si riunisce in molti ma con poca spesa.
In Giappone esistono delle scuole per insegnare le manieri cortesi e le buone regole della cerimonia del tè, ricevendo al termine un regolare attestato.
Naturalmente questa scuola non fornisce assolutamente nulla di professionale, non esistono dei maestri del tè pagati, ma avervi partecipato conferisce grande prestigio e rispetto.

 
 

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