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Tentazioni di cioccolato

di Fabio Spelta

  Il cioccolato riesce a trasformare tutti i gusti trasformandoli in numerose varietà che si distinguono per sapore, colore e naturalmente composizione.
Il cioccolato comune ( quello fondente, per intenderci ) si distingue in dolce ed amaro e si differenzia rispetto a quello al latte ed a quello bianco.
Tutti si presentano in svariate tipologie di presentazione, a volte arricchito di nocciole, a volte sotto forma di fiocchi, il più a forma di tavolette che vengono normalmente vendute negli scaffali dei supermercati.
Per la quasi maggioranza dei paesi del Nord Europa il cioccolato è un alimento ( mentre per noi è semplicemente un dolce) ricavato dall'albero del cacao i cui frutti crescono anche sul tronco.
Il processo produttivo del cioccolato è
notevolmente lungo e necessita dell'impiego di diversi macchinari, tanto che si può affermare che solo industrialmente si può ottenere un cioccolato di qualità, infatti piccoli produttori o pasticceri utilizzano dei semilavorati che acquistano da grandi o medie industrie.
Sono decisamente infinite le preparazioni a base di cioccolato e naturalmente non solo di dolci.
In questo ricettario, infatti, troverete le più comuni preparazioni della pasticceria internazionale ma anche alcune proposte decisamente insolite per il gusto italiano.
 
 
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La storia del cioccolato

Il cioccolato, derivato principale dell’albero di cacao, ha  una storia antica che affonda le sue radici nella lontana cultura Maya.

Secondo i botanici, l’albero di cacao cresceva spontaneo nei bacini dei fiumi Orinoco e Rio delle Amazzoni gia nel 4000 avanti Cristo.

Dai Maya, che lo introdussero nello Yucatan nel XVII secolo a.C., la coltura si diffuse a sud nell’attuale Messico, alla cui principale divinità fondatrice della stirpe precolombiana, Quetzalcoatl, gli Aztechi facevano risalire l’origine del cacao.

 

I suoi semi venivano considerati un bene prezioso: erano unità di calcolo e si attribuiva ad essi un valore magico, mistico e religioso.

Essi vantavano  infatti origine divina, così come testimoniato dalla leggenda azteca secondo la quale una principessa, rimasta a guardia delle ricchezze dello sposo - guerriero in battaglia per difendere i confini dell’impero – venne assalita da nemici che la uccisero, non ottenendo la rivelazione del luogo in cui era nascosto il tesoro: dal suo sangue, dunque, nacque la pianta di cacao, una pianta forte e fragile allo stesso tempo, un insieme di amarezza (a testimoniare le pene d’amore) e forza (la virtù della fedeltà), lievemente arrossato dal sangue.

L’albero di cacao, dal tronco sottile e dal fogliame decorativo, dalla giovinezza alla maturità presenta una scala di toni che vanno dal rosso, al marrone, al bronzo.

 

Nel suo ambiente naturale, quello del clima tropicale, è una pianta che può raggiungere i 10 metri di altezza, ma nelle piantagioni la si mantiene, per comodità di raccolto, intorno ai 5-6 metri: è un albero delicatissimo, che non sopporta sbalzi di temperatura e luce diretta, per la difesa del quale si ricorre al cosiddetto”sombramiento”, ossia una barriera protettiva di altri alberi intorno ai fusti più giovani.

 

Il suo frutto - i semi di cacao- hanno da sempre visto il loro più vasto utilizzo in campo culinario: dopo essere stato tostato, macinato, mescolato a liquido e sbattuto fino a diventare spumoso, il cacao veniva servito sottoforma di  bevanda, dal nome xocolatl.

 

Questa mistura, piuttosto amara e scarsamente appetitosa, era nota per il suo potere di eliminare la fatica e stimolare le forze fisiche e psichiche, considerata dunque uno strumento per la trascendenza e la sopravvivenza, nonostante avesse poco a che fare con gusto dolce e gradevole che apprezziamo oggi, nelle più varie sfumature.

 
 

 

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