Le rubriche:
tentazioni di cioccolato
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Il
cioccolato riesce a trasformare tutti i gusti trasformandoli in numerose
varietà che si distinguono per sapore, colore e naturalmente composizione.
Il cioccolato comune (quello fondente, per intenderci) si
distingue in dolce ed amaro e si differenzia rispetto a quello al latte
ed a quello bianco.
Tutti si presentano in svariate tipologie di presentazione, a volte arricchito di nocciole, a volte sotto forma di fiocchi, il più a forma di tavolette che vengono normalmente vendute negli
scaffali dei supermercati.
Per la quasi maggioranza dei paesi del Nord Europa il cioccolato è un alimento (mentre per noi è semplicemente un dolce) ricavato dall'albero del cacao i cui frutti crescono anche sul tronco. |
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Sono decisamente infinite le preparazioni a base di cioccolato e in questo ricettario troverete le più comuni preparazioni della pasticceria mondiale e alcune proposte decisamente insolite per il gusto italiano. |
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Cenni Storici.
Il cioccolato, derivato principale dell’albero di cacao, ha una storia antica che affonda le sue radici nella lontana cultura Maya.
Secondo i botanici, l’albero di cacao cresceva spontaneo nei bacini dei fiumi Orinoco e Rio delle Amazzoni già nel 4000 avanti Cristo.
Dai Maya, che lo introdussero nello Yucatan nel XVII secolo a.C., la coltura si diffuse a sud nell’attuale Messico, alla cui principale divinità fondatrice della stirpe precolombiana, Quetzalcoatl, gli Aztechi facevano risalire l’origine del cacao.
I suoi semi venivano considerati un bene prezioso: erano unità di calcolo e si attribuiva ad essi un valore magico, mistico e religioso.
Essi vantavano infatti origine divina, così come testimoniato dalla leggenda azteca secondo la quale una principessa, rimasta a guardia delle ricchezze dello sposo - guerriero in battaglia per difendere i confini dell’impero – venne assalita da nemici che la uccisero, non ottenendo la rivelazione del luogo in cui era nascosto il tesoro: dal suo sangue, dunque, nacque la pianta di cacao, una pianta forte e fragile allo stesso tempo, un insieme di amarezza (a testimoniare le pene d’amore) e forza (la virtù della fedeltà), lievemente arrossato dal sangue.
L’albero di cacao, dal tronco sottile e dal fogliame decorativo, dalla giovinezza alla maturità presenta una scala di toni che vanno dal rosso, al marrone, al bronzo.
Nel suo ambiente naturale, quello del clima tropicale, è una pianta che può raggiungere i 10 metri di altezza, ma nelle piantagioni la si mantiene, per comodità di raccolto, intorno ai 5-6 metri: è un albero delicatissimo, che non sopporta sbalzi di temperatura e luce diretta, per la difesa del quale si ricorre al cosiddetto”sombramiento”, ossia una barriera protettiva di altri alberi intorno ai fusti più giovani.
Il suo frutto - i semi di cacao- hanno da sempre visto il loro più vasto utilizzo in campo culinario: dopo essere stato tostato, macinato, mescolato a liquido e sbattuto fino a diventare spumoso, il cacao veniva servito sotto forma di bevanda, dal nome xocolatl.
Questa mistura, piuttosto amara e scarsamente appetitosa, era nota per il suo potere di eliminare la fatica e stimolare le forze fisiche e psichiche, considerata dunque uno strumento per la trascendenza e la sopravvivenza, nonostante avesse poco a che fare con gusto dolce e gradevole che apprezziamo oggi, nelle più varie sfumature.
Il processo produttivo del cioccolato è notevolmente lungo e necessita dell'impiego di diversi macchinari, tanto che si può affermare che solo industrialmente si può ottenere un cioccolato di qualità, infatti piccoli produttori o pasticceri utilizzano dei semilavorati che acquistano da grandi o medie industrie. |
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