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Nome: Vintage Tunina
Tipo: bianco

Regione: Friuli-Venezia Giulia
Zona: Colli Orientali del Friuli e Collio
Denominazione o vitigno principale: Sauvignon
Produttore: Jermann
Uvaggio: Sauvignon, Chardonnay, Ribolla Gialla, Malvasia Istriana e Picolit
Anno: 2000
Gradazione: 13°
Bottiglia: borgognona
Contenuto: 75 cl
   
Il vino

Questo vino si ottiene da uve Sauvignon e Chardonnay, con aggiunta di Ribolla Gialla, Malvasia Istriana e Picolit provenienti da un piccolo vigneto di proprietà di circa 3 ettari, coltivato sul Ronco del Fortino ed allevato col sistema tradizionale chiamato "cappuccina" con 5-8 gemme per vite e con 4500 viti per ettaro. Le prime prove di questo uvaggio risalgono alla vendemmia 1973 e la prima annata messa in vendita con tale nome e tale etichetta fu con la vendemmia 1975. In questo particolare uvaggio viene fatta una selezione delle uve migliori le quali vengono raccolte tardivamente, circa due settimane dopo la normale vendemmia con una resa di 35-45 quintali per ettaro. Il nome Tunina si riferisce alla vecchia proprietaria del terreno su cui è sito il vigneto ed è dedicato all'amante più povera del Casanova, che era una governante in Venezia che per l'appunto anche lei si chiamava Tunina (Antonia). Ha colore paglierino brillante con rilfessi dorati. Il profumo è intenso, ampio, di grande eleganza e persistenza, con sentori di miele e fiori di campo. Ha sapore asciutto, morbido, molto armonico, con persistenza eccezionale, dovuta al corpo particolarmente pieno.

   
Il produttore

Gli Jermann, arrivati in Friuli, a Villanova di Farra, nel 1881 dall'Austria, furono prima mezzadri, poi proprietari, finchè verso l'inizio del secolo il vino divenne l'argomento principale del loro lavoro. Sono contadini duri, tutti d'un pezzo, di quelli che non vogliono sentir debolezze né cambiare una virgola nella tradizione. Il nonno di Silvio è uomo che, dovendo andare in guerra, scelse l'esercito d'Austria e avendo ereditato una vigna, seppur in valle buia e scossa dalla bora, fece vino. Silvio che nel 1968 era a Conegliano alla "scuola del vino", ebbe, come tutti, volontà di contestazione, ma anche comprensione del diverso e capacità di autonomia. Ritornò con l'ansia giovanile di cambiare tutto. Non più vini pesanti e grassi, ma profumati, armonici, costruiti secondo logiche contemporanee, con macchine contemporanee e per il gusto contemporaneo, nel rispetto della tradizione. Aveva imparato a scuola che si può vinificare in bianco, che esiste la macerazione carbonica: egli doveva riuscire, dal suo vino personale e preciso, quello di suo padre, ad estrarre non soltanto un vino moderno, perché la modernità tutto appiattisce, ma un prodotto che esprimesse, perfettamente, un gusto che ancora si doveva formare. Litigò, emigrò in Canada, ritornò e ci riuscì: il suo vino, e la sua famiglia, padre austroungarico compreso, sono oggi tra i più apprezzati e valorizzati produttori del Friuli-Venezia Giulia.

     
L'abbinamento

Si abbina con una grande varietà di piatti di pesce, soprattutto al forno e salsato, ma arriva a poter sposare anche carni bianche. Splendido il ricordo di un suo incontro con un cuscinetto di salmone fresco ripieno di parmigiano e carciofi.

      
La conservazione

Pur non essendo propriamente un vino da invecchiamento, se ben conservato mantiene ottimamente le sue caratteristiche fino a 6-7 anni dalla messa in commercio. Le bottiglie vanno conservate coricate orizzontalmente in una cantina fresca, umida e buia.

   
Il servizio

Per ottenere il massimo del suo profumo, si consiglia di aprire la bottiglia qualche minuto prima del consumo. Servire a 10-14 gradi centigradi in un calice di cristallo trasparente, liscio e incolore.

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