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Il vino Champagne viene
prodotto secondo il
metodo classico,
chiamato anche metodo
champenoise, che
consiste principalmente
nell'operare una doppia
fermentazione del mosto,
la prima volta nei tini,
la seconda volta nelle
stesse bottiglie, in
cantina, con
l'esecuzione del "remuage"
(rimescolamento)
regolare delle stesse.
Il procedimento di
vinificazione prevede
numerose fasi. Le uve
vengono raccolte
manualmente in maniera
selettiva, cioè
scegliendo solo i
grappoli che hanno
raggiunto la giusta
maturazione, e
trasportate alla
pressatura cercando di
mantenere il più
possibile l'integrità
degli acini.
Successivamente si
pressano le uve in
maniera soffice, si
separano rapidamente le
bucce dal mosto e si
mette il vino in botte
per la fermentazione.
La prima fermentazione,
chiamata fermentazione
alcolica è identica a
quella che subiscono i
vini tranquilli
(cioè non
effervescenti). Quando
questa prima
fermentazione si
conclude (di solito in
primavera), si
imbottiglia il vino
di base con un tappo
cavo (solitamente in
plastica) dopo avergli
aggiunto dei lieviti
selezionati (prelevati
da ceppi della zona
dello champagne) e dello
zucchero al fine di far
avviare la seconda
fermentazione; questa
seconda fermentazione
produce anidride
carbonica che determina
la formazione di
bollicine, cioè della
spuma. Tuttavia, questa
seconda fermentazione
provoca anche la
formazione di feccia,
che intorbidisce il
vino, e che è necessario
eliminare. Per far ciò
occorre sistemare le
bottiglie sulle
pupitres strutture a
"V" rovesciata
costituite da due tavole
di legno incernierate su
un lato e dotate di fori
in cui inserire i colli
delle bottiglie.
Ogni giorno le bottiglie
vengono ruotate con un
movimento secco (remuage
sur pupitres), con
una rotazione
inizialmente di un
ottavo di giro e
successivamente
aumentata a un sesto e,
alla fine del processo,
a un quarto di giro.
Tale operazione ha lo
scopo di staccare la
feccia dalla parete
interna della bottiglia
e farla scendere in
basso verso il collo
della stessa. Nello
stesso tempo le
pupitres vengono
allargate, in maniera
che l'angolo di
inclinazione delle
bottiglie rispetto al
suolo aumenti fino a
diventare quasi
verticale. Dopo alcuni
mesi le fecce sono tutte
raccolte all'interno del
tappo. Per eliminare le
fecce si inserisce il
collo della bottiglia in
una soluzione salina a
bassissima temperatura,
che provoca l'istantaneo
congelamento delle
fecce; a questo punto si
toglie il tappo (questa
operazione si chiama
dégorgement, e se
fatta a mano è definita
"à la volée"), e con
esso il deposito di
feccia.
Dopo il dégorgement
si effettua il dosage,
cioè si rabbocca la
bottiglia con una
miscela (chiamata
liqueur d'expédition)
di vini vecchi, zucchero
e liquori tipo cognac o
armagnac; ogni
produttore custodisce
gelosamente la
composizione di questa
miscela, che determina
sia le caratteristiche
organolettiche finali
dello champagne sia, per
la quantità di zucchero
presente, la sua
tipologia o dosage
brut, sec,
demi-sec, ecc.
Una volta eseguita
questa operazione non
resta che tappare la
bottiglia con il
caratteristico tappo di
sughero, la capsula
metallica e la gabbietta
in fil di ferro. Le
bottiglie vengono
lasciate ad affinare
ancora e, dopo alcuni
mesi sono pronte per il
consumo. |