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Cucinare il pesce
Per moltissime persone
cucinare il pesce è un'impresa
da lasciare ad altri.
In realtà, con piccoli
accorgimenti, ed evitando di
cucinare specie particolarmente
piene di lische, il pesce sulla
tavola può diventare un momento
conviviale di classe e, se ben
cotto, anche ripulirlo dalle
lische non è più impresa tanto
ardua.
Se lo comperate, potete
riconoscere il pesce fresco da
alcune caratteristiche
Per cuocere la carne del
pesce (e qualunque altra
cosa), occorre portarla ad una
temperatura di 63°C o
leggermente inferiore. L'errore
commesso da chi ha paura del
pesce "crudo" è spesso quello di
cucinarlo troppo a lungo.
Ovviamente, visto che il calore
viene sempre fornito
dall'esterno, occorrerà un certo
tempo affinché questo raggiunga
l'interno del pesce. A causa
delle leggi fisiche che
sovrintendono alla diffusione
del calore, questo si propaga in
ragione non delle dimensioni del
pezzo, ma del quadrato di esse.
Per capirci, se occorrono 15
minuti per cuocere una trancia
di pesce alta 2 cm, per ottenere
lo stesso risultato su una alta
il doppio occorrerà quattro
volte lo stesso tempo (e cioè
un'ora e non 30 minuti).
Durante il processo di cottura
il sangue trattenuto dalla carne
del pesce si coagula, diventando
bianco e denso e liberando circa
un quarto dell'acqua in essa
contenuta. La carne subisce una
prima trasformazione "fisica",
diventando più tenera, si
spezzano i legami che la tengono
attaccata alle lische e a se
stessa, facendole assumere
quella caratteristica
consistenza "a strati" tipica
della carne di pesce cotta.
Avvengono quindi una serie di
reazione fisiche e chimiche che
fanno finalmente assumere alla
carne il sapore e l'odore
caratteristici del pesce cotto.. |