|
Secondi
Piatti
|
E'
con i secondi piatti che
l'Italia in cucina si
differenzia dal resto del
mondo e nel contempo è la
grande varietà di proposte
che rendono una regione
estremamente diversa
dall'altra.
Nel nostro percorso abbiamo
imparato a cucinare pasta e
riso in differenti varianti;
nei secondi piatti invece
diamo spazio all'originalità
locale, precisando che molte
proposte forse vi saranno
conosciute in modo diverso,
ma anche in questo caso è
l'originalità dell'arte
culinaria a trasformare
liberamente ricette ed
ingredienti.
Carne, pesce ma anche uova e
persino lumache e rane
diventano protagoniste di
un'insieme di combinazioni
varie, gustose e a volte
assolutamente alternative.
Per moltissime persone
cucinare il pesce è
un'impresa da lasciare ad
altri.
In realtà, con piccoli
accorgimenti, ed evitando di
cucinare specie
particolarmente piene di
lische, il pesce sulla
tavola può diventare un
momento conviviale di classe
e, se ben cotto, anche
ripulirlo dalle lische non è
più impresa tanto ardua.
Se lo comperate, potete
riconoscere il pesce fresco
da alcune caratteristiche
Per cuocere la carne del
pesce (e qualunque altra
cosa), occorre portarla ad
una temperatura di 63°C o
leggermente inferiore.
L'errore commesso da chi ha
paura del pesce "crudo" è
spesso quello di cucinarlo
troppo a lungo. Ovviamente,
visto che il calore viene
sempre fornito dall'esterno,
occorrerà un certo tempo
affinché questo raggiunga
l'interno del pesce. A causa
delle leggi fisiche che
sovrintendono alla
diffusione del calore,
questo si propaga in ragione
non delle dimensioni del
pezzo, ma del quadrato di
esse. Per capirci, se
occorrono 15 minuti per
cuocere una trancia di pesce
alta 2 cm, per ottenere lo
stesso risultato su una alta
il doppio occorrerà quattro
volte lo stesso tempo (e
cioè un'ora e non 30
minuti).
Durante il processo di
cottura il sangue trattenuto
dalla carne del pesce si
coagula, diventando bianco e
denso e liberando circa un
quarto dell'acqua in essa
contenuta. La carne subisce
una prima trasformazione
"fisica", diventando più
tenera, si spezzano i legami
che la tengono attaccata
alle lische e a se stessa,
facendole assumere quella
caratteristica consistenza
"a strati" tipica della
carne di pesce cotta.
Avvengono quindi una serie
di reazione fisiche e
chimiche che fanno
finalmente assumere alla
carne il sapore e l'odore
caratteristici del pesce
cotto. |
|
|
|
|
|
|
| |
|
NEWSLETTER |
|

|
Iscriviti a
BUONISSIMO MAGAZINE,
la newsletter che ti
aggiorna sugli
argomenti di tuo
maggiore interesse.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|