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I
surgelati |
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di
Fabio Spelta |
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Le
verdure sono
sicuramente tra
gli alimenti più
frequentemente
sottoposti a
surgelazione.
Prendiamo come
esempio i
piselli e
vediamo a quali
operazioni
vengono
sottoposti per
trasformarli in
piselli
surgelati. La
surgelazione
viene effettuata
su piselli che
hanno raggiunto
il giusto grado
di maturazione.
Vengono scelti,
puliti e
trattati
rapidamente al
calore, cioè
"scottati" in
acqua calda o al
vapore, per
assicurarne la
migliore
conservabilità.
La scottatura,
inoltre, "fissa"
il colore: per
questo le
verdure
surgelate hanno
sempre colori
molto brillanti.
Si passa quindi
al congelamento
rapido, si porta
cioè velocemente
la temperatura
al di sotto dei
18 ° C; infine
si passa alla
confezione. I
piselli dovranno
rimanere a una
temperatura
inferiore ai 18
°C fino al
momento del
consumo. |
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La
differenza tra surgelare
e congelare
Abbiamo appena parlato
di "congelamento rapido"
come passaggio chiave
nella produzione di un
alimento surgelato. Ma
che differenza c'è tra
congelare e surgelare? E
che cosa significa,
precisamente,
congelamento rapido?
Molti non conoscono la
differenza tra congelare
e surgelare e usano
questi termini in modo
Impreciso. Si dice, per
esempio, "Ho comprato
dieci chili di pomodori
e li ho surgelati in
casa"; in realtà, a
casa, si può solo
congelare. La
surgelazione, infatti,
richiede una serie di
operazioni tecniche che
è impossibile ricreare
nelle nostre cucine. Per
congelare un alimento
basta portare l'acqua
che in esso è contenuta
allo stato di ghiaccio.
Questo è possibile
perché l'acqua è
presente in tutti gli
alimenti, tranne che
negli oli. Per congelare
un alimento basta
tenerlo più o meno a
lungo a pochi gradi
sotto lo zero. Per
comprendere le
differenze tra un
prodotto congelato e uno
surgelato dobbiamo
andare a scoprire che
cosa succede alla
struttura dell'alimento,
vegetale o animale che
sia, al momento del
congelamento. Man mano
che il termometro si
abbassa si formano dei
cristalli di ghiaccio
all'interno delle
cellule; questi
cristalli lentamente si
ingrossano fino ad
arrivare a rompere le
pareti delle cellule:
proprio come si spezza
una bottiglia di acqua
minerale dimenticata nel
freezer. Tutto questo
succede ogni volta che
mettiamo nel nostro
congelatore alimenti
vegetali o carni,
originariamente freschi,
per poterli consumare in
seguito, e anche ai
prodotti industriali
congelati. Ma la
formazione dei grossi
cristalli di ghiaccio e
la conseguente rottura
delle strutture
cellulari quali
conseguenze possono
avere? Pensiamo, per
esempio, alla carne
fresca congelata in
casa. È noto a tutti che
quando si scongela,
questa carne perde molto
liquido, precisamente
quello contenuto nelle
cellule che si sono
rotte du-rante il
congelamento. E con quel
liquido vengono
eliminati anche il
ferro, le vitamine e
altre importanti
componenti. Inoltre, una
volta cotta, la carne
congelata appare più
stopposa, meno tenera.
Il punto chiave è dunque
la formazione di quei
grossi cristalli di
ghiaccio. Ma è possibile
evitare che si formino?
Sì, e questo succede nel
congelamento rapido,
caratteristico dei
surgelati. Perché sia
più chiaro, torniamo a
considerare Se cellule
che costituiscono
l'alimento fresco,
animale o vegetale.
Quando il congelamento è
molto rapido (cioè
effettuato a temperature
molto basse) si formano,
rispetto a un
congelamento lento,
molti più cristalli di
ghiaccio ma di
dimensioni
minori, che non arrivano
quindi a rompere le
strutture cellulari.
Così si ha una minore
perdita di liquido allo
scongelamento e, in
generale, una migliore
conservazione delle
caratteristiche
dell'alimento fresco, e
quindi delle proprietà
nutritive, oltre che
dell'aspetto e della
consistenza. Un
alimento, per essere
congelato rapidamente,
deve essere portato a
temperature estremamente
basse. Più il termometro
scende, però, più il
processo richiede
energia e quindi risulta
costoso, così come è
costoso il successivo
mantenimento allo stato
congelato. Per la
produzione dei prodotti
surgelati la legge
stabilisce la
temperatura minima cui
devono arrivare i
prodotti sottoposti a
questo processo e il
tempo massimo nel quale
deve essere raggiunta
questa temperatura. Si
tratta di 18 °C sotto
zero al cuore del
prodotto, cioè nel punto
più interno. Questa
temperatura deve essere
raggiunta nel tempo più
breve possibile
dall'inizio del
raffreddamento. In
questo modo si può
essere sicuri di aver
effettuato un
"congelamento rapido".
Raggiungere una
temperatura così bassa
in poche ore non è
semplice; per questo
molti dei prodotti
surgelati che conosciamo
hanno uno spessore così
sottile o sono tagliati
in piccoli pezzi, come
nel caso del minestrone
o delle patatine. Un
alimento surgelato è
però molto di più di un
semplice alimento
congelato rapidamente.
In certe condizioni è
possibile ottenere un
congelamento rapido
anche con i congelatori
domestici; ma il
surgelato deve possedere
per legge altri due
importanti requisiti:
deve essere mantenuto
sempre a una temperatura
uguale o inferiore a -18
°C (ecco la necessità di
disporre di
un'efficiente e
capillare catena del
freddo) e deve essere
confezionato all'origine
dal produttore (quindi
gli alimenti congelati
venduti sfusi non sono
dei surgelati).
La catena del freddo
Meno diciotto gradi:
questo valore accompagna
il surgelato durante
tutta la sua vita
commerciale. Questo
significa che i
produttori devono
mantenere molto bassa
anche la temperatura dei
magazzini di
conservazione e dei
depositi di
distribuzione, nei
furgoni adibiti al
trasporto e infine nei
punti vendita. Per
legge, i frigoriferi
espositori o i banconi
congelatori che
contengono surgelati,
presenti nei negozi o
nei supermercati, devono
sempre dimostrare di
essere sotto i -18 °C
con termometri esposti
al pubblico. Se il
surgelato viene
acquistato in punti
vendita distanti più di
20-30 minuti dalla
propria abitazione, è
utile che chi compra sia
equipaggiato con una
borsa termica che
permetta un minore
innalzamento della
temperatura dei
surgelati. Ma perché è
così importante evitare
di alzare la temperatura
dei surgelati? Perché
non si deve interrompere
questa "catena del
freddo"? Effettivamente
un innalzamento anche di
pochi gradi porta a un
parziale, anche se non
visibile, scioglimento
del ghiaccio che, quando
poi si risolidifica al
riabbassarsi della
temperatura, forma dei
cristalli più grossi
che, come abbiamo visto,
sono deleteri ai fini di
una buona conservazione
del surgelato.
Il rischio igienico
Normalmente l'alimento
surgelato, essendo stato
lavato all'inizio e
pronto per il consumo,
non presenta problemi
igienici. Infatti la
veloce "scottatura" e il
congelamento rapido
successivo uccidono la
maggior parte dei
microrganismi presenti e
"iberna", cioè rende
incapaci dì
molti-plicarsi, quelli
che sopravvivono.
L'igiene dei surgelato è
assicurata finché si
segue la catena del
freddo. Nel caso in cui
la temperatura si
avvicini allo zero, e
questo in genere può
succedere a chi lascia
scongelare un surgelato
e poi lo ricongela nel
freezer casalingo,
possono anche
presentarsi dei rischi
di tipo igienico; uno
scongelamento
accidentale può capitare
anche qualora manchi la
corrente elettrica per
ore. Se il termometro
sale e supera lo zero i
microrganismi in
"attesa" possono
risvegliarsi, anche se
poi la temperatura
scende ancora ai valori
normali. In questi casi
è consigliabile cuocere
subito il prodotto o,
nei casi più gravi,
eliminarlo.
Come scongelare
A
temperatura ambiente, è
in genere
sconsigliabile, anche a
causa del lungo tempo
necessario che può
favorire lo sviluppo di
microrganismi, tanto più
se il surgelato è stato
tolto dalla confezione.
Sotto l'acqua corrente.
È un metodo rapido, ma
al quale ricorrere
quando si ha molta
fretta: possono perdersi
sali, vitamine, sostanze
aromatiche. Evitare
assolutamente l'acqua
calda: si cuocerebbe la
parte esterna
dell'alimento.
Direttamente in pentola.
È il modo migliore, sia
che si cucini al vapore
o al forno, o si debba
bollire o friggere.
Adatto in particolare
agli alimenti già
porzionati. In
frigorifero. È il metodo
più consigliabile quando
il surgelato è uno dei
componenti di una
ricetta elaborata. È
necessario programmare
il menu in anticipo,
perché questo tipo di
scongelamento può
richiedere anche dodici
ore. |
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