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La coltivazione del pomodoro
Per coltivare pomodori vanno bene terre fertili e profonde, ben drenate, ben esposte al sole. In autunno l'appezzamento destinato ai pomodori va vangato profondamente (almeno 30 cm) e quindi, dopo aver incorporato un forte quantitativo di letame, va sminuzzato il più possibile in superficie.
Per la semina si può anche approfittare del proprio giardino, ma bisogna aspettare per farlo che sia passato il pericolo delle gelate, anche tardive.
Una certa protezione della coltura all'aperto può essere rappresentato da balle di paglia poste lungo il lato nord e dalla parte dove soffiano i venti più forti. Il pericolo è pero in questo caso rappresentato dal fatto che le balle di paglia possono trasformarsi in ricettacolo di parassiti. Meglio quindi seminare in cassone sottovetro e, più tardi, trapiantare.
L'epoca di semina in cassone è in stretta dipendenza del posto in cui si opera e, considerato il fatto che in certe zone della Sicilia si può seminare anche in novembre, mentre in certe del Piemonte bisogna aspettare febbraio, non può essere proprio indicata.
In linea di massima si tenga presente che la semina deve essere effettuata 50 giorni ca. prima del momento in cui si potrà operare il trapianto (e cioè 50 giorni prima che abbia fine il pericolo di gelate).
Si semina in solchetti profondi 1 cm, si ricoprono i semi con terriccio leggero e si annaffia con un annaffiatoio a rosetta fine (si può anche bagnare prima Il substrato e poi seminare). Dopo circa 2 settimane le piantine dovrebbero nascere. Quando hanno due foglie vere debbono essere ripicchettate, e cioè trapiantate in un altro cassone sotto vetro a distanza di 10 cm l'una dall'altra e in tutti i sensi Si possono anche ripicchettare le piantine di pomodoro in vassoi di carta o di torba, una piantina in ogni sede del vassoio.
Questo sistema permette di non far subire shock ai soggetti quando verrà il momento del trapianto in piena terra. |