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Le rubriche: Il pomodoro

Il pomodoro si può considerare l'artefice di una rivoluzione gastronomica. Si sa che il primo assaggio di un cibo si fa con gli occhi e il rosso, considerato da prima dell'epoca romana fino al Medioevo il colore per eccellenza, non faceva parte della tavolozza della cucina europea.

Durante il Rinascimento, le salse avevano un colore bruno, essendo fatte a base di pane, aceto, vino e spezie. Nel Seicento in Francia, grazie a Bechamel e ai suoi sostenitori, le salse diventano bianche. Sarà il pomodoro a mutare l'estetica delle tavole di molti paesi.

Da dove arriva il pomodoro? Esso è originario dell'America centro-meridionale, soprattutto Perù e Messico.
Il suo ingresso nel vecchio continente non fu facile. Il colore del pomodoro, in origine, era rosso tendente al giallo e forse da qui deriva il suo nome (pomo d'oro) che non piacque granché.

 
 
 
 
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In lingua azteca si chiamava tomatl e molte lingue europee adottarono e trasformarono il termine (tomato, tomatiche). Nel Seicento il pomodoro è considerato una curiosità, una pianta ornamentale, qualcuno ne mangiava le foglie (!), altri pensavano fosse velenoso ...

Se i conquistadores avessero accettato l'invito a cena di qualche abitante dell'America centro-meridionale, forse avrebbero imparato prima l'uso di questa bacca ... Socializzare è sempre meglio che sterminare ...

Il rifiuto durerà a lungo. Ancora nell'Ottocento doveva essere dimostrata pubblicamente la commestibilità del frutto (proprio negli Stati Uniti, non distante da dove se ne faceva già uso da secoli).

La più antica citazione dell'uso del pomodoro risale al 1694 in un trattato di cucina pubblicato a Napoli, con una salsa denominata:Salsa di pomodoro alla Spagnola. Per la "pasta asciutta" la strada è ancora lunga.

Nel 1741 fanno la loro prima comparsa le ricette con i pomodori, Vincent La Chapelle è il primo tra i grandi cuochi francesi a parlarne nei suoi ricettari, definendo il pomodoro addirittura come "pomme d'amour".

Nella seconda metà del '700 l'utilizzo del pomodoro si afferma nell'Italia centro-meridionale e soprattutto sulle tavole degli aristocratici, dove intorno alle salse a base di pomodoro si intreccia la cultura del gusto
e del piacere.

Verso la fine del '700 il pomodoro inizia a fare la sua comparsa sulle tavole toscane, del Lazio e delle Marche, e si inizia a valutare la possibilità di realizzare delle "conserve" di pomodoro per poterle
utilizzare fuori stagione.

Solo nel 1839 se ne trova traccia nella cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti, anche se la tradizione della "pasta in bianco" (formaggio e pepe) sopravvivrà ancora per qualche tempo.
Fino al 1835, la pizza è descritta senza l'uso del pomodoro (focaccia). La fantasia, soprattutto degli italiani, ha col tempo valorizzato il pomodoro esaltandolo in molti nostri quotidiani piatti e consentendogli
di entrare di diritto a far parte della famiglia della "cucina mediterranea", nonostante il mare d'origine del pomodoro sia l'Atlantico!

Se volete dilettarvi a coltivare a casa vostra qualche pianta di pomodori, eccovi alcuni consigli pratici da seguire: occorrono terre fertili e profonde, ben drenate e sopratutto ben esposte al sole.
In autunno l'appezzamento destinato ai pomodori va vangato profondamente (almeno 30 cm) e quindi, dopo aver incorporato un forte quantitativo di concime, meglio se naturale come il letame, va sminuzzato il più possibile in superficie.
Per la semina è indispensabile aspettare che sia passato il pericolo delle gelate, anche tardive.

Una certa protezione della coltura all'aperto può essere rappresentato da balle di paglia poste lungo il lato nord e dalla parte dove soffiano i venti più forti. Il pericolo è però in questo caso rappresentato dal fatto che le balle di paglia possono trasformarsi in ricettacolo di parassiti. Meglio quindi seminare in cassone sottovetro e, più tardi, trapiantare.
L'epoca di semina in cassone è in stretta dipendenza del posto in cui si opera e, considerato il fatto che in certe zone della Sicilia si può seminare anche in novembre, mentre in certe del Piemonte bisogna aspettare febbraio, non può essere indicata con precisione.

In linea di massima si tenga presente che la semina deve essere effettuata circa 50 giorni prima del momento in cui si potrà operare il trapianto (e cioè 50 giorni prima che abbia fine il pericolo di gelate).
Si semina in solchi profondi 1 cm, si ricoprono i semi con terriccio leggero e si annaffia con un annaffiatoio a rosetta fine (si può anche bagnare prima Il substrato e poi seminare). Dopo circa 2 settimane le piantine dovrebbero nascere. Quando hanno due foglie vere debbono essere ripicchettate, e cioè trapiantate in un altro cassone sotto vetro a distanza di 10 cm l'una dall'altra e in tutti le direzioni.
Si possono anche ripicchettare le piantine di pomodoro in vassoi di carta o di torba, una piantina in ogni sede del vassoio.

Questo sistema permette di non far subire shock alle piante quando verrà il momento del trapianto in piena terra.

Esistono circa quattromila varietà di pomodoro che sono tradizionalmente suddivise in: pomodoro da tavola, da pelati e da salsa, da succhi e concentrati.

Il pomodoro da tavola: ha pochi semi, la buccia sottile e la polpa consistente; ha una forma tondeggiante, che può essere più o meno schiacciata, una superficie liscia o costoluta. Ha il tipico colore rosso, ma esistono anche alcune varietà di colore verde-giallo. Tra le tipologie più conosciute ricordiamo il Cuore di Bue di origini americane, il costoluto genovese e il Camone Sardo.

Il pomodoro da pelati e da salsa: ha pochi semi, una forma allungata, una polpa molto carnosa e ha un colore rosso intenso. Tra le tipologie più conosciuto ricordiamo il San Marzano, coltivato prevalentemente nell'Italia del sud e purtroppo quasi sparito dai mercati, e il Venusiano o del piennolo, piccolo e dal sapore intenso.

Il pomodoro da succhi e concentrati: rientrano in questa categoria molte varietà di pomodori dalla forma tondeggiante e caratterizzati da un aroma spiccato. Tra le tipologie più conosciute ricordiamo il petomech e il tondino.

Ultima nota, un pomodoro, ricco di betacarotene, licopene e vitamina è più efficace, contro l'invecchiamento, di qualunque medicina, essendo l'antiossidante per eccellenza e combattendo i radicali liberi responsabili dell'invecchiamento delle cellule.

 
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