|
La
storia della mostarda è
da ricercarsi intorno al
1300, dalla pubblicazione
del mosto ardente, nome che
si riferisce alla
composizione del mosto di
vino e della farina di grani
di senape.
Il miscuglio permetteva di
conservare per lungo tempo
un prodotto estremamente
deperibile quale la frutta,
ragione principale della
nascita della mostarda.
Anche se le origini sono
così lontane, è da
sottolineare che l'uso venne
praticato molto tempo dopo,
ovvero intorno alla metà del
1600, sopratutto nelle
famiglie contadine
dell'Italia settentrionale
e, casualmente, intorno
all'avvicinarsi del periodo
natalizio.
E' importante sottolineare
che l'origine della mostarda
ha poco da spartire
con la "moutarde", ovvero
la senape francese.
L'unica cosa in come che
infatti i due prodotti hanno
è l'utilizzo della stessa
pianta, usata per
aromatizzare i prodotti.
La moutarde è infatti una
salsa a base di aceto,
sale e grani di senape,
mentre la nostra mostarda è,
come abbiamo visto, a base
di frutta con l'aggiunta di
zucchero ed olio di senape.
E' sicuramente uno dei
prodotti maggiormente legati
alla storia del nostro
paese!
Diverse sono anche le
tipologie di mostarda
realizzate nel corso dei
secoli:
- La mostarda di
Cremona è realizzata
con frutta, essenza di
senape, zucchero e frutta
candita lasciata intera;
- La mostarda veneta
è realizzata invece con
diversi tipi di frutta
tagliata finemente e viene
usata per il bollito ma
anche per il pandoro ed il
panettone;
- La mostarda di Parma
è invece ideale per
accompagnare formaggi e
lessi. E' meno conosciuta
delle due precedenti ma è
sicuramente molto gustosa.
E' realizzata con la
zucca da mostarda,
l'olio di senape (
acquistabile in farmacia, ma
prevalentemente nelle zone
di produzione e consumo di
mostarda ), anguria bianca,
mele, pere cotogne e del
succo di limone non
trattato.
- Tornando in Lombardia
ricordiamo la
mantovana, forse
quella più antica, che viene
oltretutto indicata come la
base per la preparazione dei
tortelli di zucca. E'
composta da mele cotogne,
olio di senape e zucchero.
Negli ultimi anni ci si è
indirizzati verso mele
renette, sicuramente più
facilmente reperibili
rispetto alle quasi
introvabili mele cotogne.
Come avrete notato
l'elemento comune è la
senape in diverse forme,
quello sicuramente variabile
è invece la frutta.
|