All’estero,
invece,
nasce
molti
anni
prima,
all’inizio
del
secolo
XX.
Negli
Stati
Uniti il
primo
Woman’s
Day è
del
1908,
per la
precisione
il 3
maggio,
quando
un
gruppo
di donne
intervenute
ad una
conferenza
del
partito
socialista
americano
approfittarono
della
momentanea
mancanza
del
conferenziere
per
organizzare
un
raduno
al
femminile.
In
quell’occasione
si
dibatté
il tema
del voto
alle
donne:
così
dall’anno
successivo
nacque
formalmente
lo
Woman’s
Day.
Furono
poi
avanzate
nei vari
stati
europei,
sempre
ad opera
dei
gruppi
femminili
aderenti
al
partito
socialista,
diverse
proposte
per
l’istituzione
di una
Giornata
Internazionale
della
Donna,
sul
modello
di
quella
americana.
Ogni
delegazione
nazionale
scelse
un suo
giorno.
Fu solo
nel 1921
che la
II
Conferenza
Internazionale
delle
Donne
Comuniste,
riunite
per
l’occasione
a Mosca,
scelse
l’8
marzo
come la
Giornata
Internazionale
dell’Operaia,
perché
nel 1917
in
quella
data
(che nel
calendario
della
Russia
zarista,
giuliano,
corrispondeva
al 23 di
febbraio)
le
operaie
di
Pietroburgo
avevano
manifestato
contro
lo
zarismo.
Secondo
altre
fonti,
la
nascita
della
Giornata
Internazionale
della
Donna
sarebbe
legata
al
ricordo
del
martirio
di 129
operaie
che nel
1908, in
America,
morirono
nel rogo
di un
opificio.
Altre
ancora,
infine,
riportano
la
notizia
per cui
l’8
marzo
sarebbe
stato
scelto
in
ricordo
di uno
sciopero
di
operaie
tessili
represso
dalla
polizia
newyorkese
nel
1857.
Essendo
una
ricorrenza
relativamente
recente,
e non a
carattere
religioso,
non ha
una
tradizione
culinaria
sedimentata,
a parte
la
celeberrima
torta
mimosa,
così
detta
perché
il
leggerissimo
pandispagna
del
quale è
fatta
viene
sbriciolato
in
superficie
a
ricordare,
appunto,
il fiore
omonimo.
Una
curiosità:
la
mimosa
(che non
è
assolutamente
commestibile…
al
contrario,
è
velenosa!!!)
come
fiore
simbolico
per la
Giornata
della
Donna
è stata
una
proposta
delle
giovani
romane
che si
erano
riunite
per
preparare
le
celebrazioni
della
prima
ricorrenza
nel
1946, e
che lo
avevano
sotto
gli
occhi,
in quei
primi
giorni
di
marzo,
in
splendida
fioritura
nei
giardini
di Roma.
Noi di
Buonissimo
- il cui
staff è
composto
in gran
parte di
donne,
per
inciso -
abbiamo
voluto
presentarvi
per
l’occasione
un menu
composito,
di
realizzazione
tutto
sommato
facile e
rapida,
adatto
ad un
ritrovo
informale
fra
diverse
amiche.
Note
dominanti
sono la
stagionalità
dei
prodotti,
il
colore
(in cui
predomina
il
giallo,
rimandando
sempre
alla
mimosa)
e gli
aromi
speziati,
oltre
che gli
abbinamenti
inconsueti
con la
frutta,
i
cereali
anche
dimenticati,
i
germogli
ed i
fiori
campestri,
ad
indicare
la
freschezza
e la
cangiante
naturalezza
dell’animo
femminile.
Da
leggere:
Alfredo
Cattabiani,
“Calendario”,
Rusconi
Editore,
1988 |