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La
pasta
La
pasta merita
certamente quel
posto di primo
piano che le
viene assegnato;
arricchita e
insaporita dai
più svariati
condimenti, essa
ci permette di
preparare piatti
gustosi nonché
equilibrati dal
punto di vista
nutrizionale. È
noto che la
pasta è la
base della "dieta
mediterranea";
quella dieta
cioè che è
risultata, ad
attenti studiosi
statunitensi, la
più equilibrata
e quindi la più
adatta a
prevenire le
cosiddette
"malattie del
benessere". La
pasta,
quindi, è e deve
restare il
piatto base
della nostra
alimentazione.
Eppure molte
persone tendono
a limitarne il
consumo, sia
perché è vista
come piatto
"povero", sia
perché si crede
che faccia
ingrassare. Se
da un Iato si fa
notare che i
piatti "poveri"
sono spesso i
migliori da un
punto di vista
nutrizionale,
dall'altro è
necessario
ridimensionare
le accuse
rivolte alla
pasta per il suo
alto contenuto
calorico. Questo
infatti non è da
ascrivere alla
pasta in sé, ma
ai condimenti
che
l'accompagnano,
quindi, se si
vuole dimagrire,
si dovrà
limitare il
condimento o
sostituirlo con
sughi meno
calorici ma
altrettanto
saporiti, come
quelli a base di
gustose verdure.
Il riso
È
un cereale molto
energetico,
essendo composto
da quasi il 90%
di amido, quindi
di glucidi:
anche in questo
caso, come per
la pasta, si può
ridurre
l'introduzione
calorica
limitando i
condimenti che
l'accompagnano.
Ma il riso non è
certo solo
amido: la sua
caratteristica,
anzi, è quella
di possedere
proteine di
qualità
superiore
rispetto agli
altri cereali,
più complete e
più digeribili.
I grassi sono
presenti in
piccolissima
quantità, come
anche ì sali
minerali. Per il
basso tenore in
sali il riso è
consigliato
nelle diete
degli ipertesi.
Per quanto
riguarda le
vitamine e le
fibre, anche in
questo caso il
contenuto varia
a seconda che si
tratti del
prodotto
integrale, di
quello
raffinato,
comunemente
denominato riso
brillato, o del
riso Parboiled,
detto anche
"ambra".
Quando il riso
viene raccolto
possiede quelle
componenti
esterne, le
glume e le
glumelle, che
fanno del riso
integrale un
prodotto di
lunghissima
cottura (circa
un'ora). Per
raffinare il
riso si effettua
una serie di
eliminazioni
degli strati più
superficiali
fino a ottenere
solo la parte
più interna del
chicco, formata
principalmente
dall'amido.
Anche in questo
caso, come per
le farine di
frumento, si
perdono molte
componenti
importanti dal
punto di vista
nutrizionale.
Per limitare un
po' queste
perdite è stato
messo a punto un
metodo
particolare di
raffinazione che
porta alla
produzione del
riso Parboiled,
detto anche
"ambra" per la
colorazione che
assume. I
chicchi di riso
con gli strati
più esterni
vengono trattati
a vapore sotto
pressione: il
vapore trascina
con sé verso
l'interno del
chicco vitamine
e sali minerali,
che così non
vengono perduti
nei successivi
trattamenti.
Questa
operazione,
inoltre, produce
un riso
resistente alla
cottura. Se poi
consideriamo la
varietà
agronomica del
riso coltivato,
scopriamo che ne
esiste una
nutrita gamma,
divisa in
quattro gruppi a
seconda delle
dimensioni e
della forma de!
chicco. Le
dimensioni e
altre specifiche
caratteristiche
ci diranno se un
riso è più
adatto a essere
utilizzato per i
risotti o per
altri piatti.
Mais, avena ed
orzo
II
mais è da tutti
conosciuto come
il cereale da
cui si ottiene
la polenta,
piatto base per
molto tempo
delle
popolazioni del
Norditalia.
Ancora oggi è
consumata di
frequente, con
sughi di carne e
con formaggi,
nelle fredde
giornate
invernali. Così
condita, e
accompagnata da
verdure fresche,
la polenta
risulta un
ottimo piatto
unico. Ma per il
mais esistono
anche altre
occasioni di
consumo più
attuali; di
recente è stato
introdotto come
ingrediente, in
chicchi, per le
insalate miste o
altri piatti
freschi, dove
contribuisce
all'equilibrio
del pasto
soprattutto per
le sue
componenti
vitaminiche.
Ricordiamo poi i
pop-corn, uno
degli snack più
diffusi, i
fiocchi di mais
per la prima
colazione,
chiamati col
nome inglese di
corn-flakes.
L'avena è tra i
cereali più
ricchi di
elementi
nutritivi. La
sua farina non è
pani-ficabile,
ma può essere
miscelata con il
frumento per
ottenere il pane
d'avena. Anche
la sua fibra
pare che sia
particolarmente
adatta alia
nostra
alimentazione.
Come per il
mais, un consumo
"facile"
dell'avena sono
i fiocchi,
facilmente
digeribili e di
breve cottura.
Per l'orzo è
invece più
semplice
l'utilizzo in
minestre sotto
forma di orzo
perlato: si
tratta di semi
che hanno subito
un processo di
raffinazione
simile a quello
applicato sul
riso. Il suo
maggiore
utilizzo è di
tipo
industriale:
dall'orzo si
ottiene il
malto, usato per
la produzione
della birra, ed
estratti usati
in
panificazione.
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