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La
storia
del
capodanno
Come
tutti
sanno,
la fine
e
l’inizio
dell’anno
sono
pure
convenzioni:
per i
romani
l’inizio
dell’anno
nuovo
coincideva
con la
primavera
–
periodo
generalmente
considerato
come
sinonimo
di
rinascita
e
rigenerazione
– mentre
i
cristiani,
avversi
alle
feste di
origine
pagana,
fissarono
come
inizio
la
ricorrenza
della
circoncisione
di
Cristo.
Tuttavia,
fino a
tutto il
medioevo,
sono
sopravvissute
in
Italia
datazioni
di
origini
diverse,
come la
natività
– la
cosiddetta
indizione
fiorentina
-, una
delle
più
famose
delle
quali –
l’indizione
pisana –
sopravvive
ancora
oggi, e
a Pisa
viene
festeggiato
il
capodanno
anche in
marzo.
Inoltre
ricordiamo
le
innumerevoli
querelle
che
hanno
accompagnato
lo
scorso
anno i
festeggiamenti
per la
fine del
secondo
millennio,
secondo
i più da
spostare
di un
anno,
mentre
c’era
chi
ricordava
anche
come la
nascita
di
Cristo,
stabilita
nel 523
da
Dionigi
il
Piccolo
come
avvenuta
il 25
dicembre
dell'anno
753
dalla
fondazione
di Roma,
assumendo
dunque
come
anno 1
quello
che
iniziava
la
settimana
seguente
a
questa,
mentre,
da studi
recenti,
pare che
la
nascita
sia
avvenuta
nell'anno
4 o
nell'anno
5 a.C.
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