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La vera storia della carbonara

La vera storia della carbonara, una lettura sorprendente che sfaterà alcuni dei miti che circondano questa succulenta ricetta

La vera storia della carbonara

Forse non tutti sanno che il 17 gennaio scorso si è celebrato in tutti i ristoranti del mondo il "carbonara day", per commemorare questo piatto che come gradimento è forse secondo solo alla pizza.

La ricetta base è nota probabilmente a tutti, ma la ricordiamo per comodità, dando le dosi a persona in modo che anche i single se ne possano preparare un bel piatto senza impazzire a fare le proporzioni degli ingredienti:

 - Pasta 80 grammi
 - Uovo: 1 tuorlo
 - Pecorino romano e/o parmigiano 1 cucchiaio
 - Guanciale 30 grammi
 - Pepe nero macinato al momento

Ribadiamo che questa è la ricetta base, suscettibile poi di infinite varianti in base al capriccio ed al gusto dello chef di turno.

Ma adesso parliamo un poco della nascita di questo appetitoso piatto e, per la sorpresa dei convinti assertori delle sue origini romane, diciamo subito che non è vero!

La ricetta peraltro ha origini abbastanza recenti, risale infatti al 1944 ma non è Roma il suo luogo di nascita, bensì Napoli (oltre la pizza anche la carbonara)!

Le truppe di occupazione americana dell'epoca infatti molto gradivano il cibo che veniva loro venduto dalle infinite bancarelle per strada (e così anche lo street food ed il fast food vedono le loro origini a Napoli!), le pizze piegate a portafoglio, i supplì ma sopratutto gli spaghetti, che venivano cotti al volo e conditi con cacio e pepe, il pomodoro era vietato in quanto colava e macchiava le divise.

Ricordiamo la celebre immagine di Pulcinella che mangia la pasta con le mani o quella altrettanto celebre di Totò in Miseria e Nobiltà, e notiamo un particolare, la pasta è bianca!

Un giorno, ritorniamo ora al 1944, un soldato americano ordinò un piatto di spaghetti e, trovatolo non adeguato e troppo misero per i suoi gusti, iniziò ad aggiungere alla pasta la sua razione K, composta di uova in polvere, bacon e panna liquida, trovando il risultato di suo gusto; la notizia della variante alla solita pasta corse per tutti i vicoli e le piazze di Napoli, al punto che anche i napoletani vollero assaporare questo piatto, apportandogli però una serie di modifiche in maniera da armonizzare meglio il tutto: era nata la carbonara!

Già nel 1946 le prime osterie del porto servivano questo piatto, che poi si diffuse a Roma, dopo la sua liberazione, e successivamente nel resto d'Italia e del mondo.

Questa ipotesi (ma è ormai una certezza più che un'ipotesi), giustifica anche le varianti che utilizzano il bacon al posto del guanciale ed uniscono l'uovo al momento sbagliato (secondo i puristi). Ulteriori varianti sul tema sono state le fettuccine alla papalina e la carbonara di verdure, con le zucchine al posto del guanciale, per accontentare anche il palato di chi soffre di ipercolesterolemia.

La cosa importante è che, napoletana o romana, la carbonara esista e che sia oggi un piatto gradito e desiderato da tutti!

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