A proposito di trippa

Rivalutiamo la trippa, un alimento povero ma ricco di proteine nobili che è tornato di gran moda ai nostri giorni. Conosciamola meglio.

A proposito di trippa

Trippa, non ci sono mezzi termini, si può solo amarla oppure odiarla, la sua storia va a braccetto con le tradizioni contadine, come anche le ricette che ce la fanno gustare, rustiche e popolari in tutta Italia.

Da qualche tempo la trippa ha iniziato ad apparire anche sulle tavole dei più abbienti, sia per la sua innegabile bontà, sia perchè fa chic presentarla ad una cena di società, ma anche, cosa probabilmente più importante, per la sua sostanza, in quanto ricca di proteine e decisamente povera, malgrado quello che si possa ritenere, di grassi.

Ultimo fattore a suo vantaggio è anche il costo, decisamente inferiore a quello dei tagli di carne.

Ma che cos'è la trippa?

Il termine tecnico che la contraddistingue è "frattaglia" ed è ricavata dalle prime 3 camere dello stomaco dei bovini, debitamente lavate ed igienizzate con la bollitura.

La trippa fornisce circa 100/110 calorie ogni 100 grammi, unite a 16 grammi di proteine e soltanto 4 di grassi, oltre a minerali utili quali calcio e fosforo. Notevole la presenza di tessuto connettivo, che potrebbe renderne difficoltosa la digestione anche perchè la trippa viene solitamente preparata con condimenti "pesanti" che innalzano notevolmente il numero delle calorie fornite. La trippa è anche ricca di collagene, necessario alla nostra pelle, ai vasi sanguigni ed alle articolazioni, inoltre previene l'osteoporosi.

Due le varietà di trippa che troviamo anche nei banchi dei supermercati, la bianca e la grigia, da preferire alla prima in quanto per essere sbiancata viene trattata anche con sbiancanti chimici oltre che essere bollita più a lungo, con conseguente parziale perdita di quanto contenuto.

La trippa va SEMPRE bollita prima di essere consumata, anche se l'acquistiamo già cotta, ed è possibile conservala in frigorifero per 24 ore al massimo.

 

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