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Forbici: l'altra metà della lama

Una mostra dedicata alle forbici, un utensile che trova quotidianamente impiego nelle nostre case.

Forbici: l'altra metà della lama

Due lame, un maschio e una femmina, due occhi e due gambe come parti costitutive. Due mondi produttivi, dei coltellinai e dei forbiciai. Due immaginari a confronto, maschile e femminile. Procedere per opposti complementari sembra inevitabile ragionando di forbici. Del resto sono le forbici stesse che mentre tagliano separano, dividono in due...

Quante volte utilizziamo le forbici in cucina per pulire le verdure o del pesce, ma anche per suddividere un pollo in porzioni, o per tagliare in pezzi un calamaro o una seppia da aggiungere al sugo in cottura o a una bella zuppa di pesce.

Le forbici costituiscono un utensile da cucina insostituibile, in tutte le loro infinite varianti e dimensioni, ma ci siamo mai chiesti come vengono realizzate le forbici e qual'è la loro storia?

Al Museo dell'Arte fabbrile e delle Coltellerie di Maniago (Pn) fino al 20 ottobre è aperta una singolare mostra: “FORBICI,  l'altra metà della lama” che resterà aperta al Museo dell'Arte fabbrile e delle Coltellerie della città friulana fino al 20 ottobre ed è stata voluta dal Comune di Maniago e da Montagna Leader, in concerto con il  Museo.

Il percorso espositivo si dipana attraverso due linee rappresentate dalle due lame di una forbice, per descriverne la produzione, funzioni e simbologia. Le forbici sono utensili familiari e di uso quotidiano, che con le loro trasformazioni raccontano le evoluzioni dell’economia e società: alcuni tipi di forbici scompaiono assieme ai mestieri, altre si evolvono e affinano per specializzarsi in settori di nicchia, come la nail art, l’hair styling, che hanno determinato la creazione di nuovi arnesi come i tronchesini specifici per unghie finte.

Le forbici sono le lame femminili, usate e pensate per mani di donne; chi le utilizza deve agire con cura, equilibrio, precisione, pazienza, al pari dei forbiciai che le creano e che devono prendere in mano la stessa forbice più e più volte prima di portarla a compimento.

Come una forbice aperta, la mostra è costruita su due linee divergenti, a rappresentare il gap tra ieri e oggi, tra il precedente mondo produttivo industriale e lo scenario contemporaneo post-industriale, tra le consuetudini di un passato dove le famiglie erano autosufficienti, con forte divisione dei ruoli di genere e la società del presente basata sui consumi e su professionalità specializzate. Ieri una forbice durava una vita, oggi qualità e durata spesso non combaciano.

Qualche curiosità:

•    Forbici si usa come sostantivo per lo più al plurale, e deriva dal vocabolo latino forfex, forficis, irregolare di genere sia maschile che femminile, quasi a rappresentare anche etimologicamente le due anime indispensabili a costituire questo attrezzo e la sua funzionalità.  Un “doppio” riunito in un solo corpo; due narrazioni che riguardano un unico oggetto; due, tanti utilizzi e un solo semplice meccanismo, lo stesso da secoli.
•    I forbiciai maniaghesi ragionavano sempre per paia e per multipli di due, suddividendo la produzione di forbici in dozzine da impacchettare per poi spedire in giro per il mondo.

La mostra sarà aperta fino al 20 ottobre negli orari di apertura del Museo
(da lunedì a domenica 9.30-12.30 e 15.30-18.30; martedì e mercoledì  chiuso).

Museo dell'Arte fabbrile e delle coltellerie
Via Maestri del Lavoro, 1
33085 Maniago (Pn)
tel 0427 709063
coricama@maniago.it
www.museocoltellerie.it

 

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