Dimmi che pane compri

In commercio sono disponibili infinite varietà di pane, cerchiamo di comprendere qual'è quello più adatto esaminando pregi e difetti delle varie tipologie.

Dimmi che pane compri

Il pane, forse l'alimento più conosciuto al mondo e quello preparato in più tipologie, fondamentalmente il pane è composto da farina, acqua e lievito con l'eventuale aggiunta di un pizzico di sale, ma gli ingredienti possono aumentare a dismisura e le alterazioni che subisce il pane non sempre sono tutte salutari.
Cerchiamo allora di capire come evitare le trappole connesse all'acquisto di un pane particolare, seguendo qualche semplice consiglio.

Il principio base di un buon pane è che dovrebbe essere fresco, integrale e senza alcun additivo, è quindi da evitare ad esempio il pancarrè che contiene conservanti e viene trattato con sostanze antimicrobiche, è preferibile acquistare il pane fresco e surgelarlo in piccoli pezzi a casa per averlo sempre disponibile per ogni necessità.

Il pane integrale è quello più ricco di componenti benefiche, con vitamine, minerali, antiossidanti e fibre, mentre nelle farine più raffinate molte di queste componenti vengono praticamente azzerate dalle lavorazioni occorrenti.

Ai panificatori conviene utilizzare farine più raffinate che lievitano più rapidamente e offrono alla vista un pane più morbido e più attraente, ma certo non più salutare!

Altro argomento delicato è quello relativo al pane arricchito, e qui bisogna distinguere quello arricchito con diversi tipi di farine, come quelle di segale o di mais, o semi di finocchio o di sesamo, che costituisce un'ottima alternativa a prescindere dal prezzo, con quello nel quale vengono invece usati additivi chimici oppure di dubbia provenienza, come grassi idrogenati ed oli misti.

E ancora, nel pane integrale viene utilizzato pochissimo sale, che viene invece distribuito generosamente in quello bianco in quanto l'amido è insapore, e inoltre sovente al pane bianco viene spesso aggiunta una piccola quantità di zucchero che ha il compito di allungare i tempi di conservazione.

Ultima lancia da spezzare in favore del pane integrale è la considerazione che questo si mantiene fragrante più a lungo di quello bianco, anche una settimana contro le 24 ore, e a volte anche meno, di quello bianco che successivamente diviene immangiabile.

Deluderà sapere che il pane caldo, quello tanto croccante che assaporiamo con tanto piacere staccandolo dal pezzo appena acquistato al forno, è meno digeribile di quello freddo in quanto i lieviti sono ancora in attività e possono causare lo sviluppo di gas a livello intestinale.

Infine una fetta di pane tostato risulterà più digeribile del pane fresco in quanto questa operazione elimina una certa quantità di acqua e riduce gli amidi in particelle più piccole e di conseguenza più digeribili.


 

Iscriviti alla newsletter!

La ricetta del giorno