Rafano, caratteristiche e ricette

Il rafano è una radice che in cucina può essere utilizzato in molte ricette, fresca o conservata in agrodolce o sottoaceto,. Conosciamo meglio il rafano.

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Il rafano può raggiungere gli 80 cm di altezza ed ha delle foglie con il margine seghettato e i suoi fiori sono racchiusi nei racemi con una corolla contornata da petali bianchi.
La sua radice, dal colore bianco e dal sapore deciso e piccante, viene consumata sia fresca che conservata in agrodolce o sottoaceto e contiene una grande percentuale di vitamina C e sali minerali come il calcio, il ferro, fosforo e anche potassio.

La radice del rafano contiene anche i glicoli dell’olio di senape, responsabili del suo sapore intenso ma che contemporaneamente svolgono una importante azione antibatterica.

Il rafano: utilizzi e proprietà
Il rafano ha una grande proprietà benefica, come nel caso di inappetenza ma anche come coadiuvante per il processo digestivo e per l’effetto antinfiammatorio; è invece controindicato nei casi di, gastrite, colite ed in generale per le malattie delle vie urinarie.
Durante l’acquisto occorre valutare se la radice risulta essere piuttosto soda al tatto, priva di ammaccature o di parti molli, e dal colore brillante.
Contemporaneamente eviteremo quindi radici rovinate o molli al tatto.

Il rafano si raccoglie dopo il secondo anno di coltivazione ed è fondamentale consumarlo in breve tempo, poiché deperisce facilmente perdendo il suo tipico turgore.
Può essere conservato in aceto di vino bianco ma anche surgelato grattugiato.
In cucina viene usato grattugiato o per la preparazione della salsa cren, salsa piccante dal sapore decisamente intenso, ed è ideale per accompagnare la carne sia arrosto che bollita.

 

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