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Cavolini di Bruxelles, caratteristiche e ricette

I cavolini di Bruxelles sono le infiorescenze del cavolo di Bruxelles, vengono consumati quando hanno raggiunto le dimensioni di una noce. Conosciamo meglio i cavolini di Bruxelles.

Cavolini di Bruxelles, caratteristiche e ricette

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Sono i germogli del cavolo di Bruxelles, pianta dalle caratteristiche botaniche assai diverse da quelle degli altri cavoli coltivati. E' una varietà atipica perché il fusto, contrariamente al solito, si allunga e presenta parecchie foglie.
Appena sopra il punto di inserimento delle foglie si formano i cosiddetti cavolini, l'unica parte commestibile, gemme fogliari di forma globosa e di colore verde scuro, che rivestono tutto il fusto.
 
Il momento migliore per la commercializzazione e il consumo si ha quando raggiungono le dimensioni di una noce, stadio in cui sono ancora ben sodi e compatti.
Esistono in commercio 3 varietà di cavolini di Bruxelles: nano, comune e medio del mercato, ne esiste anche una quarta varietà rossa piuttosto difficile da reperire.
 
Malgrado siano apprezzati per il loro sapore delicato, i cavolini vengono coltivati poco intensamente negli orti italiani (la produzione va da settembre a marzo), anche se la tradizione vuole che siano stati importati in Belgio dalle truppe di occupazione romane.

I cavolini freschi sono di un bel verde brillante, compatti e duri, senza foglie esterne allargate o ingiallite.
Prima di cuocerli, comunque, è bene eliminare due o tre foglie più esterne.
Si taglia anche il torsolo di base e si lasciano per qualche minuto a bagno in acqua fresca, con un po' di aceto. Poi si sciacquano sotto l'acqua corrente.

Ottimi anche surgelati, i cavolini di Bruxelles si mangiano esclusivamente cotti: bolliti, gratinati o rosolati.

 

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