E' opera difficile tracciare
le origini del riso.
Le prime varietà, si
suppone, furono trovate
nell'Himalaya, oltre 12.000
anni fa; ma diverse sono
anche le specie trovate
nell'Asia Orientale, dove è
possibile trovarlo ancora
oggi
Le prime notizie sul riso,
scritte nel VI ° Secolo a.c.
lo definiscono con una forma
simile a quello della
spelta, ovvero uno stelo
sottile e lungo.
Diversi luoghi storici
furono anche terra di riso,
come la pianura che circonda
il Tigri e l'Eufrate o anche
del Nilo che straripando
lasciava l'humus sulla
terra, fertilizzandola.
Così come possiamo ritrovare
in Egitto da diversi
secoli le prime
coltivazioni naturali di
riso, difficile è credere
che in Italia, oggi
principale produttore, nei
tempi antichi non era ancora
a conoscenza del riso.
L'insolito è che pur non
conoscendolo, gli scrittori
italiani ne parlassero, come
Orazio che ne parlò come
valido decotto.
Le fonti raccontano che gli
italiani vennero a
conoscenza del riso dopo che
la Spagna divenne provincia
romana, poiché in Spagna
il cereale era giunto prima,
come fonte di scambio tra
alcuni paesi, tra cui
l'Egitto.
Oggi il Giappone è uno dei
principali consumatori, ma
non sempre fu cosi. Per
molti secoli il riso era il
cibo dei guerrieri e dei
mercanti. Solo alla fine del
novecento fu concesso a
tutta la popolazione. I
greci scoprirono il riso nel
periodo dell'invasione
dell'India di Alessandro
Magno. E gli arabi hanno
contribuito nella diffusione
del riso in Egitto, quindi
Marocco, e nello stretto di
Gibilterra.
Per trovare la prima
risaia di moderna concezione
dobbiamo fare un passo
indietro alla metà del 1400,
dove in Lombardia
troviamo documenti che
attestano opere di adduzione
di acque per le grandi
risaie.
Il territorio paludoso ha
favorito l'estensione delle
coltivazioni, che fino alla
prima metà del 1800
riguardavano principalmente
il "nostrale".
Successivamente arrivarono
delle varietà di riso
asiatico che contribuirono a
gettare le basi della
moderna risicoltura.
Dalla Lombardia la coltura
del riso si espanse anche
nel Piemonte, in modo
particolare a Novara e
Vercelli, pur instaurando a
Mortara ( PV ) uno
dei centri più moderni
per il riso.
Nel passato la risicoltura è
stata messa sotto accusa
quale fonte di inquinamento
dell'aria e del propagarsi
della malaria. e ancora
oggi i Piani Regolatori
delle città dove si trovano
le risai stabiliscono le
"zone di rispetto" per
limitare ampia diffusione
delle zanzare.