
L'elenco dei formaggi non si limita a includere la fontina DOP, tra gli altri saporiti formaggi troviamo un particolare toma, il Vallée d'Aoste Fromadzo, la cui particolarità è di essere prodotto con due differenti mungitore e a volte con una piccola aggiunta di latte caprino; il Toma di Gressoney, divenuto ormai un prodotto di nicchia, al punto da essere difeso da uno dei presidi Slow Food italiani; il Bleu d'Aoste, formaggio erborinato a pasta morbida; il Brossa, ricavato dal riscaldamento del siero di latte, e ancora il Sargnum e i formaggi ovi-caprini.
Anche il reparto salumi è ricco di prodotti saporiti e invitanti: le salsicce, che vantano numerose varianti in funzione dell'azienda che le produce, e sono frutto di antiche tradizioni, Il prosciutto crudo di Bosses, a cui il clima della regione, secco e ventilato, ha consentito di conseguire l'ambito riconoscimento di prodotto DOP; Particolare il Teteun, mammella di mucca salmistrata e cotta. Non storcete il naso a priori: tagliato a fettine ricorda la lingua bovina. Provatelo con una marmellata o una salsa agrodolce.
Infine, last but not least, anzi forse il contrario, ecco il lardo di Arnad, ricavato dalla spalla di suini che si nutrono anche di castagne, assumendo un sapore e un aroma del tutto particolari, questo prodotto è così importante nell'economia locale da meritarsi un'apposita sagra, che si tiene tutti gli anni l'ultima domenica di agosto ad Arnad, la "Féhta dou lar", dove il rinomato prodotto è al centro della preparazione di molti piatti tipici, come il treufolle, salignon e coniguen (patate, ricotta condita e cotechino), dove le patate sono insaporite da una cottura con un pezzo di lardo, o beaye e beuro, (le castagne con burro), che vede le castagne secche cotte assieme ad un pezzo di lardo.
Altri prodotti tipici degni di menzione sono il pane di segale (pan nér), dalle forme tradizionali di galletto o di maschera, e il miele, ricavato dal lavoro delle api sugli stessi fiori di montagna che costituiscono il pascolo ideale per la produzione della fontina, tra le varie tipologie di miele da citare è quello millefiori di montagna, ricco di profumo e aroma.
Il menù della Valle d'Aosta
Assaporare le specialità tipiche della Valle d'Aosta significa ripercorrere un pezzo di storia, e in particolare nella cucina povera di montagna:
Si parte dalla zuppa più famosa, la valpellinentze, a base di cavolo, verza, fontina e sostenuta da pane raffermo di segale, ancora tra le zuppe ricordiamo la zuppa di Cogne, basata su un ricco brodo di carne, e dopo cosa provare?
Ma certamente la polenta, un cardine per la cucina valdostana. Quella concia consiste in strati alternati di polenta e fontina, il tutto arricchito da tantissimo burro fuso, e ovviamente da un bicchiere di robusto vino rosso, a seguire un bel piatto di carbonada, un misto di carni e pancetta di maiale arricchito da cipolle e spezie, o anche un civet di camoscio, in cui il sapore selvatico del camoscio viene coperto dalle numerose erbe che lo completano.
Il menù della Valle d'Aosta
Si parte dalla zuppa più famosa, la valpellinentze, a base di cavolo, verza, fontina e sostenuta da pane raffermo di segale, ancora tra le zuppe ricordiamo la zuppa di Cogne, basata su un ricco brodo di carne, e dopo cosa provare?
Ma certamente la polenta, un cardine per la cucina valdostana. Quella concia consiste in strati alternati di polenta e fontina, il tutto arricchito da tantissimo burro fuso, e ovviamente da un bicchiere di robusto vino rosso, a seguire un bel piatto di carbonada, un misto di carni e pancetta di maiale arricchito da cipolle e spezie, o anche un civet di camoscio, in cui il sapore selvatico del camoscio viene coperto dalle numerose erbe che lo completano.
I dolci
Anche nei dolci si riflette il carattere "forte" della gastronomia valdostana, ricordiamo il blanc manger, a base di panna, zucchero e colla di pesce, ed il famoso mont blanc, deliziosa montagnola di castagne lessate unite a zucchero, cacao, latte e rum e ricoperte di panna montata.
Al mattino è possibile fare merenda con le tegole valdostane con nocciole, uovo e burro, magari inzuppandole in un caffè alla valdostana, che contiene sì caffè, ma anche grappa e scorzette di limone e arancio, e il pomeriggio? Una saporita crema di Cogne, ricca di panna e di cioccolato fondente!
Tra le leccornie di fine pasto nominiamo infine le pere martin sech al forno, elaborate con zucchero, cannella, noce moscata, chiodi di garofano e vino rosso.
I vini
La Valle d'Aosta, piccola e tormentata com'è, è riuscita fino ad oggi a produrre molti deliziosi vini, dei quali ben 8 si son meritati il rango di DOC, frutto di una tradizione vinicola piuttosto antica, anche se, proprio a causa del territorio ridotto, le quantità prodotte non possono competere con quelle di altre regioni italiane.
Le uve più diffuse nella regione sono Nebbiolo, Blanc de Morgex, Gamay, Petit Rouge.
Tra i nomi famosi citiamo l'Aosta novello, il Fumin, il Gamay o ancora l'Aosta bianco.
I liquori
La Valle d'Aosta vanta una grande tradizione nella produzione di distillati, in primo luogo della grappa, al punto da essere l'unica regione in cui sia autorizzata, con una particolare regolamentazione regionale, la distillazione delle vinacce per il consumo familiare.
Notissimo anche lo Génépy, ottenuto dall'infusione in alcol per 40 giorni dello genepi, piccola pianta che vive in alta montagna. L'infuso viene poi diluito con una soluzione zuccherina per ottenere un liquore, più o meno dolce, di 40°-45°. Lo génépy, dal gusto molto aromatico e lievemente amarognolo, contiene un principio attivo con proprietà digestive.