I piatti unici
Nel
puro "linguaggio" gastronomico il piatto unico merita un capitolo a
se stante, visto che la tradizione culinaria non ha mai visto di buon occhio
l'accorpamento di più portate in un piatto unico.
In realtà molte cucine internazionali forniscono il loro meglio proprio
attraverso la realizzazione di questi piatti, che sono delle vere e proprie
specialità gastronomiche.
Non per ultimo ma fondamentale, in molti Paesi vige proprio la tradizione
del "piatto unico", ossia un'insieme di pietanze che costituiscono il vero e
proprio pasto. |
|
|
|
|
|
Non è oltremodo raro infatti recarsi in Francia, in Svizzera od in altri paesi poco lontani da noi e vedersi serviti oltre al pollo un contorno già preparato di patatine fritte e legumi vari.
A suo modo anche questo contesto può rientrare nella definizione di piatto unico.
Anche in Italia esistono piacevoli e gustosi esempi di piatti unici, come nel caso del fritto misto ma anche dell'osso buco o ancora della tiella barese.
Numerosi sono gli accostamenti possibili ( ed altrettanto quelli improbabili! ): spesso è la fantasia in cucina a creare delle simbiosi di sapore veramente unico. |
 |
La storia della Paella Valenciana
Quando si parla di paella valenciana in realtà si parla di una pietanza tipica dell'intera regione dell'Albufera, una laguna appena a sud di Valencia.
E' in questa area di grande suggestione e bellezza, che è anche uno dei parchi naturali più incantevoli della costa spagnola, che si può risalire alle origini della vera paella scoprendo tutte le magnifiche varietà in cui si è "evoluta".
La paella non poteva nascere in un altro luogo perché furono i Romani a portare l'olio e i Mori a portare il riso e lo zafferano, ma gli altri ingredienti che completano la ricetta erano già tutti lì.
Si dice che i valenciani, per natura, non si mettono mai d'accordo su niente, e non poteva accadere diversamente anche per quel che riguarda la paella!
Ci sono infatti quelli che affermano che si tratta di un piatto popolare e che, di conseguenza, ognuno l'ha sempre fatta con quel che si aveva a disposizione.
I "puristi", al contrario sostengono che ci sono solo due tipi di paella: la "paella valenciana", di cui propongo la ricetta, e la "paella de marisco", che si cucina con i prodotti del mare.
Tuttavia la più conosciuta a livello internazionale è sicuramente la "paella mixta" dove si mescolano carne e pesce, anche se per i valenciani questo "ibrido" è una vera e propria aberrazione!!!
In ogni caso fino al 1800 il "riso alla valenciana" rimase un piatto dei poveri paesini di provincia, poi, con l'arrivo di macchine e ferrovia, questa pietanza raggiunse il capoluogo di regione, Valencia, la terza città di Spagna dopo Madrid e Barcellona.
Da quel momento la paella ebbe un successo immediato e diventò il piatto domenicale di ogni famiglia, il giorno della settimana in cui c'é più tempo per cucinare e stare insieme, accompagnandola immancabilmente da insalata e antipasti di pesce.
Percorrendo l'Albufera alla ricerca delle migliori paella di Valencia se ne possono incontrare tantissime e gustose varietà: a Palmar abbiamo la "paella de verduras" cucinata come una volta sul fuoco a legna, rigorosamente di arancio, ad Alicante la servono in un tegame di coccio al posto della classica padella di ferro e a Castellon de la Plana potrete gustare l'"arrozon negro" chiamato così perchè colorato e profumato dal nero di seppia... insomma ce n'é veramente per tutti i gusti |
|
|
|
|
|