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Il
pane, l'umile e fondamentale
alimento che da millenni
accompagna lo sviluppo
della civiltà, è un
prodotto prezioso e ricco di
significati.
Non esiste infatti alimento
più contraddittorio del
pane: cibo semplice, simbolo
di frugalità è stato per
secoli, al contrario di
oggi, simbolo di lusso e
raffinatezza.
Tutti ricordiamo espressioni
quali " tozzo di pane " (
quello che si doveva al
mendicante, agli affamati )
e ricordiamo che ciò che non
era pane era " companatico
", cioè qualcosa che andava
insieme al pane: il pane era
l'alimento-base, al massimo
ci si metteva sopra un po'
di pomodoro, o cipolla, o
qualche volta un salume, un
prodotto caseario, ecc., ma
il pane era l'alimentazione
basica.
Quindi trascurato in tempi
di boom e di corsa verso la
città perché troppo legato
alla terra, eccolo di nuovo,
accolto con tutti gli onori,
sulla tavola e sugli altari
del nostro recente edonismo
capace di soddisfare molti
sensi contemporaneamente:
non solo il gusto ma la
vista ( un bel pane, le
sue splendide forme, il
suo design, il centrotavola
); l'olfatto ( il sapore di
pane e a volte di farina );
il tatto ( liscio, rugoso,
ecc. ); Perfino l'udito ( un
pane che scrocchia in una
certa maniera... ).
La storia del pane
L’impiego del pane, risale
fino ai tempi più remoti.
Già civiltà sviluppate come
quella egiziana, greca e
romana basavano gran parte
della loro dieta sul largo
consumo del pane e sull’uso
del lievito, elemento
essenziale per renderlo
molto più appetibile.
L’uso dei cereali in
alimentazione era quindi
già ben radicato e le tracce
che si trovano negli studi
archeologici di queste
antiche civiltà, ci fanno
comprendere con chiarezza
come, nella dieta dei nostri
antenati, il pane fosse un
elemento di indiscussa
importanza.
E’ difficile stabilire quale
fu il primo popolo ad
utilizzarlo, ma come è
facile intuire, le ricette
che hanno fatto di questo
prodotto la base
dell’alimentazione si sono
tramandate nei millenni
perfezionandosi nella
preparazione fino ai giorni
nostri.
E’ stata poi la creatività
dei fornai, veri e propri
artigiani, a rendere diverso
un prodotto che può sembrare
sempre lo stesso ma che ha
numerose sfaccettature e
caratteristiche qualitative
a seconda dei paesi dove lo
si consuma. Aggiunte
originali di nuovi
ingredienti sono riuscite a
diversificare l’offerta
creando una serie di
prodotti in grado di
accontentare tutti i palati.
Qualità e forme sono uno
degli aspetti più
caratteristici e se
vogliamo anche originali di
questo alimento, dalla
baguette francese alla
nostra tradizionale rosetta,
dal pane integrale, al pane
d’orzo fino ad arrivare a
prodotti dove si trovano
mischiati alla classica
composizione di lievito,
farina, acqua e sale altri
elementi naturali come
cipolla, pomodoro, olive,
rosmarino, sesamo ed altri
prodotti della terra che
valorizzano e vengono
valorizzati da questa gioia
della gola.
Gran parte di questo merito,
va ovviamente al lavoro
infaticabile dei fornai che
ancora oggi svolgono una
delle attività manuali più
massacranti.
Nonostante l’avvento della
tecnologia e della
meccanizzazione abbiano
in un certo senso
alleggerito per lo meno gli
sforzi fisici, resta
tuttavia l’aspetto non
trascurabile delle levatacce
notturne di una categoria
che lavora sempre nell’ombra
della notte.
Oggigiorno, il consumo del
pane è andato via via
calando, soprattutto a causa
di un cambiamento piuttosto
radicale dei costumi
dell’uomo moderno che per
salvaguardare la propria
linea ha drasticamente
rivoluzionato la propria
dieta bandendo grassi,
carboidrati e proteine.
Questo è lo scotto che si
deve pagare per essersi
lasciati influenzare dalle
linee mozzafiato di modelle
sempre più magre che per
l’onore della
passerella e dei
rotocalchi hanno convinto
milioni di persone a non
mangiare.
Resta comunque indiscusso
che nonostante i nostri
piatti siano sempre meno
pieni, sulla tavola a farla
da padrone rimane sempre
lui, un bel panino e
sfidiamo chiunque a girargli
intorno senza essere tentati
almeno una volta di dargli
un morso. |