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"Non
c'e Pasqua senza uova" recita una massima popolare: perché questo alimento è
simbolo della vita che si rinnova, l'essenza stessa della primavera, della
fertilità della terra, della speranza nel futuro:
non a caso gli ingredienti base della cucina di Pasqua sono costituiti in
massima parte da uova, agnelli o capretti, erbe fresche ed ortaggi, tutti
simboli del rinnovarsi della stagione.
La Pasqua, cosi come le altre
feste religiose, ha i suoi dolci tipici che celebrano ritualmente questa
grande ricorrenza, diversificandosi però a seconda della cultura e della
storia locale, in modo tale che oggi nella sola Italia esistono centinaia di
dolci e ricette dedicate a questa festività, ognuna a modo suo, dalla
classica Pastiera Napoletana alla
Colomba di Verona, dalla
Pinza Pasquale
alla Triestina alla Torta Pasquale Laziale, per finire all'Uovo di Pasqua
Piemontese, e questo solo per citarne qualcuna! |
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La Pasqua: la cucina |
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La gastronomia è ispirata anche dalle varie torte salate, come la vecchia ricetta genovese della Torta Pasqualina, ma anche della torta di Pasqua al formaggio (di provenienza umbra) e la Crescia di Pasqua, dalla tradizione della cucina marchigiana.
La cucina Pasquale, a differenza di quella Natalizia, è molto più varia ed i simboli, eccezion fatta per l'uovo e la colomba, sono sicuramente molto più numerosi e diversificati.
La Pasqua é il momento più importante per la quasi totalità delle dottrine religiose, perché si celebra il rito e il mistero della morte e resurrezione di Gesù Cristo.
Il triduo che va dal giovedì santo al sabato santo,
a cui si aggiunge la veglia pasquale costituiscono l'evento di maggiore importanza per la religione cattolica.
Il periodo pasquale é preceduto dalla Quaresima,
periodo di 40 giorni che comincia con il mercoledì delle ceneri. |
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Per gli Ebrei la Pasqua celebra, oltre che la Risurrezione di Nostro Signore, anche la fuga del popolo ebraico dall'Egitto, e le Scritture narrano che Mosè ordinò ad ogni famiglia, prima di abbandonare l'Egitto,
di immolare un agnello o un capretto e di bagnarne col sangue le porte delle case, in modo che l'Angelo di Dio risparmiasse i loro primogeniti.
Nei primissimi tempi del cristianesimo la Resurrezione di Cristo era ricordata ogni sette giorni, la domenica. Successivamente, però, la Chiesa cristiana decise di celebrare questo evento solo una volta all'anno.
A questa decisione diverse correnti religiose si scontrarono nello stabilire il momento della celebrazione.
Nacquero così, nel mondo cristiano, gravi controversie, che si risolsero soltanto con il concilio di Nicea (325), in cui si decise che la Pasqua dovesse essere celebrata da tutta la cristianità nello stesso giorno.
Il compito di stabilire, ogni anno, tale giorno fu affidato alla Chiesa di Alessandria, ma successivamente, nel 525, la Pasqua venne fissata fra il 22 marzo e il 25 aprile.
Oggi, la data si calcola scientificamente, basandosi sull'equinozio di primavera e la luna piena.
Ancora oggi però, la data della Pasqua presso le Chiese ortodosse, solitamente non coincide con quella della Chiesa cattolica, perché le Chiese ortodosse utilizzano un calendario lievemente diverso da quello
gregoriano, così spesso la festa è celebrata dopo la data fissata per la cattolicità. |
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