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La cucina internazionale: Stati Uniti

Superficie: 9.629.091 Km²
Abitanti: 281.422.000
Densità: 29 ab/Km²
Forma di governo: Repubblica federale presidenziale
Capitale: Washington (572.000 ab., 7.610.000 aggl. urbano)
Gruppi etnici: Bianchi 75,1%, Neri 12,3%, Asiatici 3,6%, Indiani americani 0,9%, altri 8,1%
Paesi confinanti: Canada a NORD ed EST (Alaska), Messico a SUD, Cuba (base navale di Guantanamo) a NORD
 

 

Stati Uniti : Le ricette
LA CUCINA INTERNAZIONALE

 
Generalmente, pensando alla cucina americana l'italiano è portato a immaginare soltanto gli hamburger e gli hot dog dei fast food che si trovano in ogni angolo di strada. Questo perché una serie di luoghi comuni non fa pensare che la cucina americana, varia e composita come gli abitanti del Paese, possa essere anche buona e appetitosa, al punto da raggiungere vette insospettabili.

È il caso della California, dove il «filone» gastronomico si è arricchito dei contributi delle cucine italiana, messicana e asiatica, e ha sfruttato l'alta qualità dei prodotti dell'agricoltura, compresa quella dei vigneti che producono ottimi vini.
Come hanno origine e coesistono i piatti americani? Tutto nasce dalla fusione, dall'intreccio e dall'integrazione delle usanze gastronomiche di buona parte del pianeta. Non mancano le interpretazioni «libere» delle varie cucine, per cui può capitare di vedersi servire un piatto italiano da noi pressoché sconosciuto, ma che rappresenta l'idea che un nostro connazionale, emigrato chissà quando, aveva di un sapore di casa sua. Un esempio? Le «Fettuccine Alfredo», che si trovano in tutti i ristoranti italiani degli Usa e che da noi conoscono davvero in pochi.
Da questo intreccio di sapori e culture la cucina americana viene fuori a testa alta e con una propria precisa personalità, tenendo anche conto che esiste una serie di varianti «locali» determinate dalle etnie che hanno influenzato, più o meno pesantemente, la vita economica, culturale e sociale delle diverse regioni.

Negli Stati Uniti si mangia discretamente e si spende poco. La mattina si può scegliere fra il "continental breakfast" - caffè o tè con pane tostato - e l’"american breakfast" con succo di frutta, cereali, pancakes, uova, caffè americano leggerissimo o tè. Per risparmiare, è meglio evitare la colazione in albergo e farla nei coffee-shop, nelle vicinanze. Una prima colazione all’americana consente un pasto leggero per seconda colazione, mentre per la sera nelle grandi città si possono scegliere ristoranti che offrono praticamente tutte le cucine del mondo oltre alle Steak House americane.

La carne di manzo è squisita e di prima qualità; ricordarsi di specificare sempre la cottura: rare (al sangue), medium (normale) e well done (molto cotta).
Se verrete serviti in un ristorante "classico" americano noterete come le porzioni siano sempre abbondanti ( non per nulla gli USA detengono il primato di obesità nel mondo! ) e sempre accompagnati con contorni vari, spesso patatine fritte ma ultimamente ( per fortuna ) anche con insalate e verdure miste.

Nei vini l'America propone una pregevole qualità ( anche se non sempre ed ovunque ) ma con  prezzi decisamente non troppo popolari!
La produzione vinicola del Nord America è stata per anni snobbata, ma oggi le tecniche di coltivazione e di vinificazione sono molto migliorate e si riesce a produrre vino di indubbia qualità.
La California è terra del vino, soprattutto per quanto riguarda i rossi più classici come il Cabernet Sauvignon. Italiani e francesi ancora nutrono molti dubbi sulla qualità americana ma bisogna riconoscere che alcune vigne riescono a produrre Cabernet Sauvignon con sapore e forza peculiari.

I Cabernet, così come gli Chardonnay, sono divenuti ormai predominanti e commerciali sulla scena statunitense, ma non a caso. La particolarità di questi rossi la si può notare sia negli esami visivo e olfattivo quanto nella degustazione vera e propria: il colore è spesso un rubino molto intenso ed i profumi erbacei molto gradevoli, i sapori sono pieni, asciutti, alle volte lievemente tannici. Molti di loro si segnalano anche per i particolari riflessi arancioni se invecchiati, o la maggiore armoniosità rispetto alle produzioni classiche o ancora per la ricchezza di fruttuosità.

Il Cabernet Sauvignon migliore è ovviamente prodotto nella costa occidentale ma non solo California, anche Napa Valley, Sonoma Valley o nella contea di Mendocino.
Fino a qualche tempo fa parlare di Syrah faceva subito immaginare il verde della valle del Rodano o dell' Hermitage, oggi non più: dalla California alle vigne della West Coast questa particolare varietà rossa è una realtà importante negli Stati Uniti e sta prepotentemente incalzando la posizione privilegiata di Merlot, Chardonnay e Cabernet Sauvignon.

Oggi questi rossi identificano uno stile moderno, vini che uniscono morbidezza e concentrazione. I Syrah americani sono dotati di una grande struttura, molto eleganti, ricchi di sapori nuovi, godibilissimi per la varietà di frutta, giovani ma capaci di invecchiare in maniera eccellente.
Secondo gli esperti il Syrah si comporta bene in zone fresche, producendo vini di grande profumo e di particolare tannicità ed è per questo che vecchie e nuove vigne americane hanno cercato di reinterpretare un territorio immenso, unico.
Alcune regioni sono risultate decisamente migliori di altre, come la più volte citata California e lo stato di Washinghton.

Il clima della California presenta molte similitudini con quello della Valle del Rodano e ha stuzzicato le coltivazioni di Syrah in molte aree vinicole; altra zona dove questo particolare rosso si trova perfettamente a suo agio è la Yakima Valley nello stato di Washinghton: qui le aree si rivelano molto fertili e sono decisamente apprezzate dai winemakers americani.

 
 

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