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La
gastronomia
elvetica
subisce
il
fascino
delle
regioni
confinanti.
Il
Ticino,
e parte
dei
Grigioni,
adotta
una
cucina
molto
simile a
quella
del
Trentino
ma anche
della
stessa
Lombardia,
cosi
come il
Vaud e
la
Svizzera
francese
in
generale
rientra
nei
canoni
della
cucina
francese
e cosi
via.
In ogni
caso la
gastronomia
svizzera
è fatta
anche di
piatti
proprio
e,
sopratutto,
di
alcune
specialità
che
l'hanno
resa
famosa
in tutto
il
mondo,come
i
celebri
formaggi
ed il
celeberrimo
cioccolato.
I piatti
più
caratteristici
della
cucina
svizzera
sono il
“Kalbfilet”,
filetto
di
vitello;
il
“Rindfilet”,
filetto
di
manzo;
lo
“Schweinschnitzel”,
cotoletta
di
maiale;
il
“Lederpiessli”,
fegato
alla
griglia.
Tra le
portate
di pesce
viene
frequentemente
servita
la trota
alla
mugnaia
o alle
mandorle
e il
pesce
persico.
Tra le
ricette
a base
di
formaggio,
è da
assaggiare
la
“Fondue”,
formaggio
fuso con
vino
bianco
da
intingere
con
pezzi di
pane e
la
“Raclette”
fette di
formaggio
fuso
accompagnate
da
patate e
sottaceti.
Ottimi i
brasati,
le
polente,
i
risotti
e i
dolci.
In
Ticino,
in
particolar
modo, è
fluente
l'attività
vinicola.
La
storia
della
viti-enologia
del
Ticino
affonda
le
radici
nella
notte
dei
tempi,
all'epoca
dei
diretti
discendenti
dei
Galli
celto-liguri,
poi dei
Romani e
dei
Longobardi
(favorevoli
alla
coltivazione
della
vite) e
sino ai
Drusi o
Druidi
che ne
impedirono,
principalmente
per
motivi
etico-religiosi,
la
coltivazione.
In
Ticino
la
maggior
parte
dei
terreni
appartenevano
alla
Chiesa
ed erano
coltivati
nelle
zone
pianeggianti
a
cereali
e frutta
mentre
nelle
zone
collinari
si
prediligeva
il
vigneto.
Le
stesse
terre
venivano
cedute
ai
contadini
con
contratti
di
affitto
lunghissimi
e con
pagamento
in
natura
in modo
da
invogliare
i
conduttori
a
migliorìe
e a
bonifiche.
Oggi la
viticoltura
si
pratica
in 176
comuni
da
Chiasso
a
Giornico.
La
densità
di
impianto
è
mediamente
di 4.000
ceppi
per
ettaro.
I
viticoltori
impegnati
sono
circa
3.800
per lo
più
hobbysti
che
dedicano
alla
vigna
solo il
loro
tempo
libero;
una
trentina
sono
viticoltori-produttori
professionisti,
una
decina
possiedono
vigneti
di
grosse
dimensioni,
circa un
centinaio
sono
impegnati
a tempo
pieno
vinificando
in
proprio
o
vendendo
le uve
alla
Cantina
Sociale
di
Mendrisio
oppure
alla
Cantina
di
Giubiasco
o ad
altri
vinificatori.
Tra i
tanti
simboli
della
Confederazione
vi
troviamo
indubbiamente
il
cioccolato
ma
occorre
anche
ricordare
un
simbolo
quale
quello
della
Rivella,
una
bibita
"unicamente"
svizzera
ma tanto
apprezzata
anche in
Italia.
La
Rivella
ha
raggiunto
un
traguardo
cui
nessun'altra
azienda
produttrice
di
bibite è
mai
riuscita
ad
avvicinarsi:
diventare
un
simbolo
nazionale
svizzero
nel giro
di mezzo
secolo.
L'azienda
a
gestione
familiare
fu
fondata
nel 1952
dall'attuale
titolare
Robert
Barth.
Oltre a
una
piccola
dose di
fortuna,
sono
state le
numerose
idee
creative
e un
coerente
impegno
per
garantire
un alto
livello
di
qualità
e la
costante
leadership
del
mercato
i
fattori
significativi
che
hanno
caratterizzato
l'azienda
in
questi
cinquant'anni.
Oggi,
con una
quota di
mercato
pari al
16
percento,
la
Rivella
è il
numero
due fra
i
distributori
di
bibite
analcoliche
nel
territorio
svizzero,
dà
lavoro a
oltre
270
collaboratori
con un
fatturato
di circa
140
milioni
di
franchi. |