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La cucina etnica

   Svizzera

  Superficie: 41.285 Km²
Abitanti: 7.204.000
Densità: 174 ab/Km²
Forma di governo: Repubblica federale
Capitale: Berna (122.500 ab.)
Gruppi etnici: Svizzeri 80,2%, Slavi 4,8%, Italiani 4,5%, Portoghesi 1,9%, Tedeschi 1,5%, Spagnoli 1,2%, Turchi 1,1%, altri 4,8%
Paesi confinanti: Francia ad OVEST, Italia a SUD, Austria e Liechtenstein ad EST, Germania a NORD
 
 
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  La cucina della Svizzera
 
 

La gastronomia elvetica subisce il fascino delle regioni confinanti. Il Ticino, e parte dei Grigioni, adotta una cucina molto simile a quella del Trentino ma anche della stessa Lombardia, cosi come il Vaud e la Svizzera francese in generale rientra nei canoni della cucina francese e cosi via.
In ogni caso la gastronomia svizzera è fatta anche di piatti proprio e, sopratutto, di alcune specialità che l'hanno resa famosa in tutto il mondo,come i celebri formaggi ed il celeberrimo cioccolato.
I piatti più caratteristici della cucina svizzera sono il “Kalbfilet”, filetto di vitello; il “Rindfilet”, filetto di manzo; lo “Schweinschnitzel”, cotoletta di maiale; il “Lederpiessli”, fegato alla griglia. Tra le portate di pesce viene frequentemente servita la trota alla mugnaia o alle mandorle e il pesce persico. Tra le ricette a base di formaggio, è da assaggiare la “Fondue”, formaggio fuso con vino bianco da intingere con pezzi di pane e la “Raclette” fette di formaggio fuso accompagnate da patate e sottaceti. Ottimi i brasati, le polente, i risotti e i dolci.
In Ticino, in particolar modo, è fluente l'attività vinicola.
La storia della viti-enologia del Ticino affonda le radici nella notte dei tempi, all'epoca dei diretti discendenti dei Galli celto-liguri, poi dei Romani e dei Longobardi (favorevoli alla coltivazione della vite) e sino ai Drusi o Druidi che ne impedirono, principalmente per motivi etico-religiosi, la coltivazione.
In Ticino la maggior parte dei terreni appartenevano alla Chiesa ed erano coltivati nelle zone pianeggianti a cereali e frutta mentre nelle zone collinari si prediligeva il vigneto. Le stesse terre venivano cedute ai contadini con contratti di affitto lunghissimi e con pagamento in natura in modo da invogliare i conduttori a migliorìe e a bonifiche.
Oggi la viticoltura si pratica in 176 comuni da Chiasso a Giornico. La densità di impianto è mediamente di 4.000 ceppi per ettaro. I viticoltori impegnati sono circa 3.800 per lo più hobbysti che dedicano alla vigna solo il loro tempo libero; una trentina sono viticoltori-produttori professionisti, una decina possiedono vigneti di grosse dimensioni, circa un centinaio sono impegnati a tempo pieno vinificando in proprio o vendendo le uve alla Cantina Sociale di Mendrisio oppure alla Cantina di Giubiasco o ad altri vinificatori.
Tra i tanti simboli della Confederazione vi troviamo indubbiamente il cioccolato ma occorre anche ricordare un simbolo quale quello della Rivella, una bibita "unicamente" svizzera ma tanto apprezzata anche in Italia.
La Rivella ha raggiunto un traguardo cui nessun'altra azienda produttrice di bibite è mai riuscita ad avvicinarsi: diventare un simbolo nazionale svizzero nel giro di mezzo secolo. L'azienda a gestione familiare fu fondata nel 1952 dall'attuale titolare Robert Barth. Oltre a una piccola dose di fortuna, sono state le numerose idee creative e un coerente impegno per garantire un alto livello di qualità e la costante leadership del mercato i fattori significativi che hanno caratterizzato l'azienda in questi cinquant'anni. Oggi, con una quota di mercato pari al 16 percento, la Rivella è il numero due fra i distributori di bibite analcoliche nel territorio svizzero, dà lavoro a oltre 270 collaboratori con un fatturato di circa 140 milioni di franchi.

 
 

 

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