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La cucina internazionale: India

Superficie: 3.166.414 Km² (3.287.263 Km² con i territori occupati da Cina e Pakistan)
Abitanti: 1.027.015.000
Densità: 324 ab/Km²
Forma di governo: Repubblica federale
Capitale: Nuova Delhi (9.820.000 ab., 12.790.000 aggl. urbano)
Gruppi etnici: Indoari 72%, Melanidi 25%, Mongolidi 3%
Paesi confinanti: Pakistan ad OVEST, Cina, Nepal e Bhutan a NORD, Myanmar (ex-Birmania) e Bangladesh ad EST
 

 

India : le ricette
LA CUCINA INTERNAZIONALE

 
La tavola indiana (nei suoi mille dettagli geografici) è presentata con il suo piatto fondamentale che è il riso, che varia ed è pilaf, buriani, con curcuma o zafferano o ancora profumato agli agrumi e via dicendo. Il pane, proprio come in Italia, non ha una parte secondaria, sia che si chiami nan, più morbido e da mangiare caldo, o chapati simile alla piadina romagnola, pappardam che ricorda la carta da musica sarda. Ogni piatto è inscindibile da una serie di curry o corma di agnello, di manzo, vegetariano, di pomodoro e di formaggio (il paneer) che servono a condire il riso e ad accompagnare il pane. Il re per i secondi piatti è il tandoor, il forno di terracotta rotondo riscaldato con la brace.

Qui si cucina una serie di carni e pesci (nonché il pane) tutti coloratissimi per le spezie con cui sono cucinati. Formaggi, verdure e carni si cucinano anche sulle piastre roventi. Le verdure, dagli spinaci ai broccoli, alla bieta, sono affogate nello yogurt poi ristretto.


Da non dimenticare i legumi coloratissimi e resi più leggeri dalla mancanza di bucce.
Il riso fa da padrone anche nei dessert: quando è tutto colorato (il numero dei colori è rigorosamente il sette) indica prosperità e augurio. Anche la carota in India diventa dolcissima con il latte e ghi, la panna d’Oriente, e coperta di fogli sottilissimi di puro argento e oro. E da bere? Mango e lassi per gli astemi e non, oppure birra indiana e per finire liquori aromatici oppure una tazza di tè profumato con cannella, chiodi di garofano e semi di cardamomo.

Il pasto viene consumato seduti per terra, con il piatto appoggiato sulle ginocchia e sopra una stuoia, in silenzio ed in piena concentrazione. E’ accompagnato da una serie di rituali di offerta verso Dio e di ringraziamento per Madre Natura.

Il cibo è visto come dono e benedizione da condividere con gli altri, infatti l’atto più sacro per un indiano è l’ospitalità. Chiunque bussi alla porta è il benvenuto. Questo perché Dio può presentarsi in qualunque forma e momento...
 
 

Portate

 

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 Primi Piatti
 Secondi Piatti
 Contorni
 Piatti Unici
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 Salse
 Dolci
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