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La
cucina indiana è una cucina varia e complessa, basata su ricette che hanno fascini
lunghi millenni.
Anche in India, come in molte altre culture, è stata la storia a dettare i
principi della cultura gastronomica. La stessa ricette assume, a seconda
della località nella
quale viene
preparata, non solo
un gusto differente ma
anche l'aspetto
varia.
Siamo di fronte al secondo paese
più popolato al mondo. Oltre un miliardo di persone che quotidianamente
affrontano le varie vicissitudini e i vari cambi climatici e morfologici.
Da
questa situazione emerge chiaramente un quadro di gastronomie locali che a
volte sono
sconosciute alla
restante parte del
paese stesso.
La cucina indiana è una delle più complesse e varie del mondo
dal momento che è
probabilmente quella
che utilizza il
maggior numero di
spezie e condimenti particolari, portatori di gustosi sapori ed inconfondibili profumi.
La tavola indiana,
nelle sue mille
varianti locali, è presentata con il suo piatto fondamentale che è il
riso, che
può essere pilaf, buriani, con curcuma o
zafferano o ancora profumato agli agrumi e
così via.
Il
pane, proprio come in Italia,
occupa un ruolo
fondamentale, sia che si chiami nan, più morbido e da mangiare caldo, o chapati simile alla piadina romagnola,
o pappardam che ricorda la carta da musica sarda. Ogni piatto è inscindibile da una serie di
curry o corma di agnello, di manzo, vegetariano, di
pomodoro e di formaggio (il paneer) che servono a condire il riso e ad accompagnare il pane. Il re
dei secondi piatti è il
tandoor, il forno di terracotta rotondo riscaldato con la brace. |
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L'India: La gastronomia |
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Nel tandor si cucina una serie di carni e pesci oltre al pane, tutti coloratissimi per le spezie con cui sono conditi.
Formaggi, verdure e carni si cucinano anche sulle piastre roventi. Le verdure, dagli spinaci ai broccoli, alla bietola, sono affogate nello yogurt che cucinato si restringe, divenendo un'ottima salsa.
Da non dimenticare i legumi coloratissimi e resi più leggeri dalla mancanza di bucce.
Il riso la fa da padrone anche nei dessert: quando è tutto colorato (il numero dei colori è rigorosamente sette) indica prosperità e augurio.
Anche la carota in India diventa dolcissima con il latte e ghi, la panna d’Oriente, e coperta di fogli sottilissimi di puro argento e oro.
Parlare di India significa parlare di curry, che in realtà è un mix di spezie il cui aroma varia in funzione delle articolari spezie utilizzate come base e in funzione del piatto che dovrà accompagnare.
Il pasto viene consumato seduti per terra, con il piatto appoggiato sulle ginocchia o sopra una stuoia, in silenzio ed in piena concentrazione. E’ accompagnato da una serie di rituali di offerta verso Dio e di ringraziamento per Madre Natura.
Il piatto viene sempre accompagnato da acqua o succhi di frutta ma spesso è possibile trovare del vino, in particolar modo quello rosato, o anche della birra. Mango e lassi per gli astemi e in conclusione del pranzo vengono offerti liquori aromatici oppure una tazza di tè profumato con cannella, chiodi di garofano e semi di cardamomo.
Il cibo è visto come dono e benedizione da condividere con gli altri, infatti l’atto più sacro per un indiano è l’ospitalità. Chiunque bussi alla porta è il benvenuto. Questo perché Dio può presentarsi sotto qualsiasi aspetto e in ogni momento... |
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Spezie
Affermare che l'India sia la patria delle spezie è poco lontano dalla verità, considerato l'utilizzo quasi esagerato che se ne fa. |
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Frutta esotica
Molti e variopinti sono i succhi di frutta che in India si accompagnano al pasto, in particolare mango e lassi. |
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