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La
cucina etnica |
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Argentina |
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Superficie:
2.780.400 Km²
Abitanti:
36.260.000
Densità:
13 ab/Km²
Forma di governo:
Repubblica
federale di tipo
presidenziale
Capitale:
Buenos Aires
(2.776.000 ab.,
11.460.000 aggl.
urbano)
Gruppi etnici:
Bianchi 94%,
Meticci e Indios
6%
Paesi confinanti:
Cile a OVEST,
Bolivia e
Paraguay a NORD,
Brasile e
Uruguay a EST |
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La cucina
dell'Argentina
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Il
nome
Argentina
deriva
dal
latino "argentum",
che
significa
argento.
L´origine
di
questa
denominazione
risale
ai
viaggi
dei
primi
conquistatori
spagnoli
al Fiume
"de la
Plata".
I
naufraghi
della
spedizione
di Juan
Díaz di
Solís
trovarono
nella
regione
a
indigeni
che gli
regalarono
oggetti
d´argento
e li
portarono
in
Spagna,
verso il
1524, la
notizia
dell´esistenza
della
Collina
del
Plata,
una
montagna
ricca in
quel
metallo
prezioso.
La
cucina
argentina,
povera
di
spezie e
condimenti
ma
abbondante
nelle
quantità,
affonda
le sue
radici
in
quella
spagnola,
ma
conserva
anche
l'impronta
della
tradizione
creola,
appartenente
alle
vecchie
popolazioni
indigene.
La
principale
risorsa
dei
Paese è
però la
carne,
tra le
migliori
al
mondo,
che
viene
preparata
alla
brace (braseros),
allo
spiedo (asados),
sulla
griglia
(churrascos)
o
bollita
(puncheros),
e
offerta
sempre
in
grandi
porzioni,
con
contorno
di
legumi,
patate,
riso o
mais e
varie
salse di
accompagnamento,
come il
chimichurri.
Il cibo
tipico
argentino
è l´"asado"
(carne
di mucca
cucinata
alla
griglia),
inoltre
le "empanadas"
(una
sorta di
pasta
ripiene
da carne
e altri
gusti),
i "tamales",
la "humita"
e il "locro".
Sono
famosi i
ristoranti
argentini,
chiamati
anche "parrillas"
dove si
possono
assaporare
le
squisite
carni
argentine.
Nonostante
questo,
e dovuto
all´importante
corrente
immigratoria
che
popoló
il
paese,
esiste
una
svariatissima
cucina
internazionale:
spagnola,
italiana,
francese,
tedesca,
scandinava,
greca,
inglese,
svizzera,
ungherese,
olandese,
cilena,
messicana,
vasca,
araba,
ebrea,
russa,
ucraina,
cinese,
giapponese
e
tailandese.
La
qualità
delle
sue
carni e
dei suoi
vini è
riconosciuta
mondialmente
e la
nuova
cucina
argentina
ha
acquistato
livello
internazionale
con i
suoi
bravissimi
chefs.
Pesci e
crostacei
(particolarmente
rinomati
salmoni
e trote
della
regione
andina)
vengono
cucinati
alla
spagnola.
Un
piatto
di magro
molto
diffuso
sono los
huevos
rancheros,
uova
cotte
all'occhio
servite
su fette
di pane
tostato
e
condite
con una
salsa di
aglio,
cipolle,
pomodoro,
peperoni,
paprika
e olio.
L'Argentina
produce
anche
frutta
eccellente
e ottimo
vino,
risulta
infatti
al
quinto
posto
tra i
principali
paesi
produttori
di vino,
anche se
la
bevanda
nazionale
rimane
il mate,
più noto
come
yerba,
un
infuso a
base di
erbe
essiccate
e aromi
naturali
dall'effetto
lievemente
eccitante.
Anche
nei vini
l'Argentina
non è da
meno: La
storia
vinicola
argentina
inizia a
metà del
XVI
secolo
con l'
arrivo
dei
conquistadores
spagnoli
, che
impiantarono
i primi
vigneti
a
Mendoza
e San
Juan.
Nel XIX
secolo ,
con
l'arrivo
dei
primi
emigranti
italiani
e
spagnoli
, si
verifica
un
notevole
incremento
della
viticoltura
grazie a
nuove
tecniche
di
irrigazione
che
hanno
permesso
la
coltivazione
della
vite in
zone
sino ad
allora
abbandonate
. Negli
anni
successivi
, con la
costruzione
della
ferrovia
che
collegava
Mendoza
con la
capitale
e la
costa
atlantica
, il
mercato
del vino
si
ampliò
rapidamente
ed in
misura
considerevole.
La
viticoltura
argentina
si
sviluppa
tra il
22° e il
42°
parallelo
meridionale
. Zona
nella
quale il
clima
desertico
influenza
notevolmente
la
crescita
dei
vigneti
con
condizioni
climatiche
secche.
Per
questo
motivo
assume
grande
rilevanza
l'irrigazione
con
l'acqua
proveniente
dalle
nevi
perenni
delle
Ande .
Mendoza
è la più
grande
regione
produttrice
con
143.764
ettari .
Qui si
vinifica
tra il
70 e il
75 % de
la
produzione
nazionale
,
seguita
dalla
regione
di San
Juan con
48.869
ettari
coltivati
ed una
percentuale
di circa
il 20 %.
Attualmente
la
produzione
predominante
è
rappresentata
dai vini
rossi (
85 % del
totale )
e tra
questi
le
varietà
più
diffuse
sono :
Malbec ,
Cabernet-Sauvignon,
Merlot,
Pinot
Nero,
Sirah e
Barbera
. Tra i
bianchi
oltre ai
ben noti
Chardonnay
e
Sauvignon
spiccano
per
tipicità
il
Torrontes
e Ugni
Blanc .
A
partire
dal 1992
è
iniziato
un
processo
di
miglioramento
costante
della
qualità
a
scapito
della
quantità
con l'
adozione
della
denominazione
di
origine
controllata
che ha
portato
i vini
argentini
ai
livelli
delle
migliori
produzioni
mondiali
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