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Trovandosi nel Mediterraneo, anche la cucina algerina ha negli ingredienti tipici alcuni dei nostri prodotti maggiormente consumati, come pesce, pomodoro, spezie e olio di oliva.
L'ispirazione, infatti, arriva anche dalla cucina italiana oltre che da quella araba, turca e berbera. Ossia, dalle cucine dei pausi che in passato hanno vissuto in questi luoghi.
E, vista anche una grande produzione di frumento, il cibo più consumato è la pasta, generalmente condita con la salsa Harissa, una salsa prodotta con peperoncino fresco, aglio e oglio di oliva.
Parlando di Algeria inevitabilmente viene in mente il KSEKSOU, meglio conosciuto con il nome italianizzato di Cuscus.. |
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Il couscous è infatti un piatto che ha origini nord africane, che apparteneva infatti alle antiche popolazioni dei Berberi ed è oggi piatto nazionale per alcuni paesi del Magreb (africa del nord), come Marocco, Algeria, Tunisia e Libia. E' molto diffuso in tutto il mondo arabo musulmano, dall'Arabia Saudita, alla Giordania e Palestina fino allo Yemen.
In questo mondo la tradizione per il cibo e l'ospitalità si fonde con la storia e i riti religiosi. Il couscous è un piatto dalla forte valenza sociale, intorno al quale si riunisce una famiglia o una comunità, che attingono tutti ad un unico grande recipiente, sedendo in cerchio, e spesso pregando prima della consumazione. In genere non si utilizzano posate ma pane non lievitato per servirsi.
Con il termine couscous s'intende sia la semola lavorata a granelli sia il piatto unico con carne e verdure. La semola si ottiene lavorando un impasto di acqua e farina di grano duro, fino a ottenere dei granelli di dimensione differente a seconda della finezza della lavorazione, che cotti a vapore hanno una consistenza morbida e un sapore neutro simile alla pasta che si accompagna a sapori intensi e speziati della cucina araba.
Il Maftoul (in arabo significa movimento rotatorio della mano) è il nome dato al couscous in Palestina, Giordania e Libano. E' un prodotto pregiato e differente dal couscous tradizionale per il processo di lavorazione, tutto artigianale, svolto dalle donne delle cooperative di Birzeit e di Deir Balout.
Questo couscous, a base di farina di grano integrale e di frumento spezzettato bulgul (varietà di grano duro hambar tra le più pregiate), coltivati nei villaggi vicini. Il burgul viene rotolato nella farina di grano e impastato con acqua e sale, fino a diventare granuloso. Viene poi setacciato ed essiccato al sole per 2-3 giorni.
Una volta cotto presenta granuli dal colore scuro e caldo tipico del grano integrale, di dimensione leggermente più grande, morbidi ma consistenti. |