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Storia
del
gelato
Il
gelato
era
conosciuto
anche
nell'antica
Roma e
la
Corporazione
dei
Navaroli,
ancora
nel
1896,
operava
nella
ormai
demolita
Chiesa
dei
Santi
Sebastiano
e
Valentino
a Piazza
Paganica.
Il
primato
dei
sorbetti,
fatti
con la
neve
dell'Etna
e del
Vesuvio,
spetterebbe
ai
Siciliani
e ai
Napoletani.
Si dice
che
Alessandro
Magno,
durante
le sue
marce
verso
l'India,
gustasse
miele,
frutta e
spezie
impastati
con neve
che si
faceva
portare
dai suoi
veloci
corrieri.
Turchi e
Arabi
sostengono
che
Sorbetto
è parola
di
derivazione
araba:
da
sharbat,
cioè
bibita
fresca.
La
storia
del
gelato,
in altre
parole,
si
confonde
nella
leggenda.
Esistono
alcuni
dati
certi: a
Firenze,
ad
esempio,
il
gelato
ha avuto
due
padri,
Ruggeri
e
Buontalenti.
Il
Buontalenti
era,
fra
l'altro,
un
abilissimo
chimico
che, nel
1565,
dovendo
il Duca
ricevere
una
delegazione
spagnola,
fu
incaricato
di
organizzare
una
sontuosa
festa;
fra le
cose che
egli
approntò
c'era il
gelato:
grazie
alle sue
conoscenze
di
chimica,
preparò
una
miscela
simile a
quella
usata
oggi per
produrre
il
ghiaccio
artificiale.
Il
gelato
che egli
presentò
era
molto
molle,
ma
ottenne
un gran
successo.
Gli
Spagnoli
divulgarono
la
notizia
in tutta
Europa e
la
regina
Caterina
De'
Medici
convocò
(rapì,
secondo
alcuni)
i
Gelatieri
fiorentini.
Secondo
un'altra
versione
il
gelato
nacque,
sempre a
Firenze,
ad opera
di un
certo
Ruggeri,
un
contadino
allevatore
di
polli,
che
partecipò
ad una
gara
culinaria
con
miscuglio
congelato
di
zabaione,
panna e
frutta.
Andato a
Parigi,
divenne
rapidamente
ricco e
famoso.
Il
gelato,
comunque,
nel
diffondersi
per
l'Europa,
assunse,
soprattutto
nei
paesi
Nordici,
il
significato
di un
vero e
proprio
alimento
e gli
"artigiani"
produttori
diventarono
abilissimi
nel
creare
una
vasta
gamma di
prodotti.
Negli
Stati
Uniti il
gelato
fu
introdotto
da
Giovanni
Bosio
nel
1770:
nacquero
così
molte
gelaterie
"artigiane"
e,
successivamente,
quelle
industriali.
Vennero
le
grandi
catene
di
distribuzione
e il
gelato
"fai da
tè".
Con
l'evoluzione
tecnologica
si é
passati
dalle
tinozze
col
ghiaccio
e sale
alle
moderne
macchine.
Questo
nel giro
degli
ultimi
decenni.
L'industria
si é
appropriata
di
questo
tipico
prodotto
artigianale
risolvendo
l'importante
problema
dell'igiene
che
molti
piccoli
produttori
non
tenevano
nel
debito
conto.
Le
esigenze
"industriali"
hanno
portato
l'industria,
come
vedremo,
a
realizzare
un
prodotto
diverso
da
quello
artigianale.
Grazie
alle
migliorate
situazioni
economiche
dei
consumatori,
alle
innovazioni
tecnologiche
e alla
promozione
fatta
dall'industria,
il
mercato
si é
ampliato
e gli
artigiani
hanno
recuperato
spazi
che
prima
avevano
perso. |