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Quello
che noi raccogliamo e
chiamiamo "fungo", è il
frutto di una pianta di
cui difficilmente rileviamo
la presenza perché immersa
nel terreno o nel legno o in
altri tipi di substrato, di
cui vedremo nelle diverse
schede alcuni esempi.
Questa strana pianta, che
non ha bisogno di luce,
che non ha foglie, che non
fa fiori, che non contiene
clorofilla, è costituita da
un intreccio di filamenti
che si presentano come una
ragnatela che progredisce
nel substrato, occupando
aree anche considerevoli,
pure di qualche centinaio di
metri quadrati. Questa
"ragnatela" è detta micelio,
ed è la pianta di quello che
noi chiamiamo "fungo".
Funghi,
quella leccornia per cui
molta gente, provveduta o
sprovveduta, va in giro nei
boschi umidi, a volte anche
sotto la pioggia alla
ricerca di questo organismo
vegetale. C’è anche gente
che i funghi li compra al
mercato perché riconosce la
propria incompetenza in
materia fungina. C’è poi chi
li mangia al ristorante,
ma anche qui c’è il pro e il
contro: a volte un piatto di
funghi freschi si paga molto
caro, per non parlare dei
tartufi che per mangiarli in
certi locali alla moda si
deve prima ricorrere ad un
mutuo. Ma tant’è; ad ognuno
la propria possibilità ed i
propri gusti.
Per un eventuale cuoca poco
esperta, ricordo che i
funghi sono più deperibili
del pesce e quindi ne va
acquistata la giusta
quantità. Vi ricordo che
possono essere messi in
vendita funghi ad uno
stato troppo avanzato di
maturazione ed invasi
già da vermi (può succedere
con i porcini) o con gambi
coriacei e legnosi ( con i
chiodini), o troppo imbevuti
di acqua(con i cantarelli).
Ultimo consiglio: non
acquistate funghi già puliti
e tagliati a pezzi, perché,
novantanove su cento, c’è
sotto l’imbroglio e si
saranno acquistati, per
esempio, funghi patata al
prezzo di porcini.
Anche con i funghi secchi
si può incorrere in qualche
raggiro e conveniente
ricorrere sempre a
negozianti di fiducia. Per i
funghi di coltura vale una
sola raccomandazione: che
siano freschi. E’ chiaro che
parlando di funghi non
bisogna dimenticare che
alcuni di essi sono velenosi
mortali e che l’effetto del
loro veleno si manifesta
ritardato, quando ormai è
troppo tardi perché il
medico possa intervenire con
successo. Per fortuna, però,
questi si riducono a poche
specie di Amanita e qualche
altro, più numerosi sono,
invece, quelli contenente
principi emollienti
tremolabili, che contengono
cioè il veleno che si
distrugge con il calore, con
la cottura. |