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Enoteca - preparazione del vino - 1° parte
 


 
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Una sezione dedicata interamente agli amanti del vino.

Un percorso che intraprende diverse strade:

impareremo a conoscere bene la terminologia, ad abbinare correttamente il vino a seconda della portata e anche a scoprire come viene preparato.

Il vino ha una propria storia che è in pratica legata alla storia dell'umanità stessa, risulta quindi difficile tracciarne un percorso senza unire il percorso stesso alla storia dell'uomo.

In questa prima parte andremo a parlare del processo di fermentazione che trasforma il mosto in vino e dei metodi utilizzati dall'uomo per interrompere in maniera artificiale questo processo biochimico.

1° Parte | 2° Parte | 3° Parte | 4° Parte | 5° Parte

La Fermentazione.

Il processo biochimico che trasforma il succo d’uva fresco in vino è chiamato fermentazione. Le cellule dei lieviti secernono degli enzimi che convertono gli zuccheri naturali dell’uva in quantità praticamente uguali di alcol e anidride carbonica.

Questo processo termina quando la riserva di zuccheri è esaurita o quando la quantità di alcol raggiunge livelli tossici per lieviti (normalmente dal 15 al 16 per cento, per quanto alcune specie possono sopravvivere con tenori del 20-22 per cento) tradizionalmente il vinificatore travasa il suo vino da una botte all’altra fino a che è sicuro che la fermentazione si sia arrestata, ma ci sono altri metodi per fermare artificialmente il processo.

Questi comprendono:

Calore
Esistono diversi tipi di pastorizzazione (per vini da pasto), di pastorizzazione rapida (per vini più nobili) e di sistemi di refrigerazione per impiegati per stabilizzare il vino. Tutti funzionano in base al principio secondo cui i lieviti vengono neutralizzati a temperature superiori a 36 gradi centigradi o inferiori a -3, e che gli enzimi dei lieviti vengono distrutti alla temperatura di 65 gradi. La pastorizzazione rapida sottopone il vino a temperature di 80 gradi per periodi brevi, mentre in quella normale s’impiegano temperature di 50-60 gradi per periodi più lunghi.

Aggiunta di anidride solforosa o acido sorbico.
Dosi adeguate di una o più sostanze disinfettanti uccido i lieviti.
Filtraggio o filtraggio centrifugo
.

Le moderne apparecchiature oggi sono in grado di rimuovere fisicamente tutti i lieviti del vino, sia mediante filtraggio, che consiste nel far passare il vino attraverso un mezzo impenetrabile per determinate sostanze, sia mediante filtraggio centrifugo, che è un processo che separa gli elementi indesiderati dal vino (o dal mosto quando l’operazione è effettuata a uno studio precedente) grazie al loro peso differente e all’azione della forza centrifuga.

Aggiunta di alcol.
In questo modo il tenore alcolico diventa eccessivo per la sopravvivenza dei lieviti.

Pressione.
Le cellule dei lieviti vengono distrutte da pressioni superiori a otto atmosfere (la pressione all’interno di una bottiglia di Champagne è di circa sei atmosfere).

Anidride carbonica.
Le cellule dei lieviti vengono uccise in presenza di concentrazioni di anidride carbonica (CO2) pari o superiore a 15 grammi per litro.
 

 

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