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di Marco de Nistri
 
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Facciaio inossidabile o quercia?
Le ragioni che spingono all’impiego di recipienti in acciaio inossidabile o in quercia per la fermentazione e la maturazione del vino sono diametralmente opposte e non dipendono semplicemente dal costo, ma dal desiderio del produttore di aggiungere del carattere del vino o mantenere la purezza.
Un tino in acciaio inossidabile è un recipiente durevole e facile da pulire, fatto di un materiale incorruttibile e inerte che si presta ottimamente a tutti i tipi di regolazione della temperatura e ha la capacità di produrre i vini più freschi con le più pure caratteristiche del vitigno. Una botte di quercia al contrario ha una vita relativamente breve, non è facilmente lavabile (e non può essere sterilizzata), rende particolarmente difficile la regolazione della temperatura e non è incorruttibile ne tantomeno inerte. Consente il passaggio dell’aria, cosa che accentua l’ossidazione ma favorisce altresì l’evaporazione, che a sua volta concentra aromi e sapori. La vaniglina, la sostanza aromatica essenziale della vaniglia, che viene estratta dalla quercia assieme ai lattoni del legno e a zuccheri non fermentabili, conferisce al legno un’inconfondibile sfumatura dolce e di vaniglia. Questo carattere della quercia assume una complessità fumosa quando la fermentazione malolattica del vino avviene a contatto del legno, e diviene ancora più complessa, e certamente meglio integrata, se il vino ha subito tutta o in maggior parte la sua fermentazione tumultuosa nella quercia. Il legno, poi, cede il suo tannino ai vini che ne contengono poco, n’assorbe da quelli molto tannici e quindi può provocare scambi di tannini tra vini diversi.


La scelta della quercia.
Per la vinificazione vengono impiegate sia la quercia americana che quella europea. Le differenze nella preparazione e nell’impiego per la realizzazione delle botti esistenti tra due materiali costituiscono i fattori che più direttamente determinano le caratteristiche che poi cedono al vino. L’aroma della quercia americana, Quercus alba, è più pungente, mentre il contenuto delle querce europee, Quercus robur e Quercus sessilis,è più elevato. L’aroma pungente che un tempo veniva ritenuto insito nella Quercus alba viene oggi piuttosto attribuito alla tendenza degli americani di a impiegare per le botti legno segato, al contrario degli europei che preferiscono il legno spaccato .La sega rompe le cellule del legno e questo fa sì che il vino acquisti un carattere aggressivo. Un’altra importante differenza è che la quercia americana viene essiccata negli essiccatoi, mentre in Europa il legno viene fatto stagionare all’aria aperta anche per molti anni e questo fa sì che le sue caratteristiche più forti si attenuino. Le dimensioni della botte sono fondamentali per il rapporto quercia/vino. Per incrementare questo rapporto sono state realizzate botti squadrate che sono in effetti più pratiche ed economiche che quelle convenzionali. Più pratiche perché consentono un utilizzo molto razionale dello spazio disponibile e più economico in quanto è sufficiente rivoltare bene gli elementi che ne costituiscono i lati per ottenere una botte nuova da quella vecchia. Una ditta australiana si è spinta più avanti costruendo un recipiente squadrato in acciaio inossidabile dotato di due pannelli costituiti da listelli di quercia che possono essere sostituiti, rivoltati e anche modificati nelle dimensioni per ottenere differenti rapporti quercia/vino.

 
   
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