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Le
tradizioni di Natale |
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di
Paola Balducchi |
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Il
Natale è tra tutte la festa per
eccellenza. Nessun altra riesce infatti
a coinvolgere grandi e piccini in modo
cosi ampio.
Una volta la festa
natalizia iniziava la notte di Natale
con la scoperta dell'albero e dei regali
e terminava all'Epifania. Oggi il
Natale, fin dai ultimi giorni di
Novembre è per le strade, nelle vetrine,
sulle porte di casa, seguendo un gusto
importato dall'America.
Anche il presepe ha un suo
preciso significato: la tradizione volle
infatti che partendo dall'Avvento ogni
giorno si aggiungono davanti alla
capanna nuovi pastori. E che i Re Magi
partendo da più lontano, arrivino
davanti alla mangiatoia il giorno
dell'Epifania. |
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La vigilia di
Natale si tramanda la formula per il malocchio ad un
familiare.
Sempre la vigilia di Natale viene tramandata
anche la formula per "l'averta", ovvero "come segnalare
le storte"
Nella vigilia di Natale era considerato buon
auspicio mangiare le zucche, ma non le mele
L'antivigilia di Natale si bolliva la zucca,
appena alzati se ne mangiava un piccolo pezzo, che era
di felice auspicio per la salute. La rimante parte
veniva posta in un piattino con accanto del sale grosso
ed un pezzetto di pane
La sera della vigilia si metteva questo piatto in
centro tavola: prima di consumare il pasto ogni
commensale si segnava col segno della croce, poi ognuno
mangiava un pezzetto della zucca
Il sale grosso veniva usato per salare il brodo
del giorno di Natale, il pane veniva avvolto in una
carta e conservato in frigorifero ed usato per curare la
pertosse
La sera della vigilia si mettevano in fila 12
bucce di cipolle, per ricordare i dodici mesi e si
cospargeva ogni foglia con del sale
Il mattino successivo, le bucce dove il sale era
sciolto indicavano i mesi più piovosi
Fino a mezzanotte della vigilia si lascia la
tavola apparecchiata con tutti i piatti anche sporchi.
C'è chi afferma che questa usanza volesse onorare i
morti per farli avvicinare alla tavola. Altri affermano
invece che questa tradizione fosse fatta per l'eventuale
passaggio della Madonna
Scoccata la mezzanotte si sparecchiava e si
scuoteva la tovaglia fuori con tutte le briciole
Nel camino si metteva il ciocco che veniva acceso
dal padrone di casa
La sera della vigilia i bambini di casa dicevano
il sermone, una poesia natalizia che veniva insegnata
loro a scuola
Il pranzo della vigilia è rimasto molto frugale
in quasi tutte le famiglie, addirittura in molte
famiglie non ci si siede neanche a tavola e si consuma
la "stortina", ovvero l'anguilla marinata e l'acquadella
fritta ( piccoli pesciolini ) o ancora tonno, acciughe e
verdure
La cena della vigilia il menù tipico in molte
zone d'Italia, ma in particolare in Emilia, sono gli
spaghetti con tonno ed acciughe, poi anguilla in umido o
alla brace, tortelli ed il classico pane di Natale
Il giorno di Natale si mangiavano oltre ai
tortellini in brodo, lo zampone coni fagiolini o con le
lenticchie, il bollito conle salse, il cappone arrosto,
il pane di Natale, il panettone, la zuppa inglese, la
spongata, il gelato di Natale, i fichi secchi e la
frutta fresca o secca
Grande tradizione ha avuto la letterina di Natale
che i bimbi di casa nascondevano sotto il piatto fondo
del papà. In questa letterina il bambino chiedeva scusa
dei capricci fatti durante l'anno e prometteva di essere
più buono. Il papà, dopo averla letta, era solito
baciare il figlio e gli regalava dei soldi.
Per quanto riguarda la tradizione del Primo
dell'Anno è di buon augurio quando si esce di casa
incontrare un uomo. Questo accade dal primo minuto dopo
la mezzanotte del 31. In molte zone d'Italia è
tradizione che le bambine vadano casa per casa ad
augurare il buon anno
Naturalmente il primo giorno dell'anno si è
soliti mangiare lenticchie, che sono di buon auspicio
per il denaro. |
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