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I cocktails

di Giuseppe Russo, Fabio Spelta e Marina Lescenco

  Il cocktail è l'esempio della ricerca di un perfetto equilibrio tra ingredienti differenti tra loro. La base è rappresentata sempre da un distillato importante ( whisky, cognac, acquavite, gin, ecc.), a cui si aggiungono gli elementi modificanti, che hanno la funzione di conferire gusto amaro, dolce, aromatico o acido, di essere dissetanti o tonici. Molto spesso nella formula è presente il ghiaccio, che contribuisce a un giusto amalgama e allunga leggermente la miscela. Si possono poi prevedere elementi decorativi come olive, ciliegie, scorze di arancia e limone, foglie di menta. Tutti i cocktail sono distinti da un proprio spiccato profilo organolettico.
I barman che li hanno ideati possono essere considerati dei veri e propri artisti, esperti nelle armonie del gusto e degli aromi.I cocktail hanno norme precise di preparazione, che prevedono una serie di strumenti appositi: secchiello e pinza per il ghiaccio, shaker, mixing glass o mixer, passino per il travaso nel bicchiere, palettina per mescolare, coltellini e cucchiai di varia misura, cavatappi e pinza    per tappo di spumante e Champagne. Ogni cocktail richiede un bicchiere apposito: si va dal semplice calice alla provetta, dalla flûte alla coppetta da cocktail, dall'old-fashioned al tumbler, dallo highball al collins.
 
 
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Per prima cosa dobbiamo chiarire la differenza tra cocktails e long drink. Dividiamo dapprima i cocktails in due grandi famiglie: i “lunghi” e i “corti”, o meglio, nei termini inglesi internazional­mente usati, long-drinks e short-drinks. I primi sono misture, anche completa­mente analcoliche, quasi sempre da ser­vire ghiacciate, in notevoli quantità e quindi in bicchieri di ampia capacità; i secondi sono a maggiore gradazione al­colica, si servono in minore quantità e di conseguenza in bicchieri più piccoli. Va da sé che i long-drinks sono bibite gene­ralmente estive, dissetanti, mentre gli short-drinks sono cocktails di natura più corroborante. Di seguito vi elenchiamo i vari tipi di cocktails di cui abbiamo notizia così da poterli distinguere quando vi saranno serviti:
Buck: Long-drink dissetante nella cui compo­sizione entra sempre il succo di limone e una bevanda gassata.
Cobbler: Long-drink spesso non molto alcolico, servito in bicchieri colmi di ghiaccio tritato e guarnito con pezzetti di frutta di stagione.
Collins: Long-drink nella cui composizione entra sempre il succo di limone e un po’ di so­da. La base (in genere un distillato) è al­meno tre quarti del volume totale.
Cooler: Long-drink particolarmente dissetante, non molto alcolico, servito sempre con abbondante soda.
Crusta: Short-drink generalmente a base di gin o rum, più raramente whisky o cognac, servito in bicchieri dall’orlo brinato di zucchero.
Cup: Long-drink a base di vino o sidro, pre­parato in anticipo nella bowl.
Daisy: Short-drink a base di acquavite, limone e soda, servito ghiacciato nei gotti.
Eggnog: Long-drink nella cui composizione en­trano birra e uova.
Fix: Short-drink con succo di frutta, servito in bicchieri colmi di ghiaccio tritato.
Fizz: Long-drink con succo di frutta, servito con l’aggiunta di una bevanda gassata e una cannuccia.
Flip: Short-drink con acquavite, birra e zuc­chero, servito caldo.
Frappé: Bevanda molto fredda a base di latte, servita in bicchieri piuttosto grossi colmi di ghiaccio tritato.
Highball: Long-drink servito in bicchieri molto grandi, con ghiaccio e con l’aggiunta di una bevanda gassata.

Julep: Long-drink nella cui composizione en­trano alcune foglioline di menta fresca, servito in grandi bicchieri precedente­mente raffreddati in frigorifero e riempi­ti di ghiaccio tritato.
Lemonade: Long-drink poco alcolico e molto disse­tante, servito con grande abbondanza di frutta di stagione e aggiunta di soda che lo rendono molto variopinto.
Punch: Long-drink generalmente composto da succo di limone, zucchero e più liquori; nella stragrande maggioranza dei casi è servito caldo con l’aggiunta di acqua bollente.
Rickey: Long-drink a base di rum, cognac, gin o whisky, nella cui composizione entrano sempre limone o cedro e una bevanda gassata, mai lo zucchero.
Sangaree: Short-drink generalmente composto di acquavite, servito sempre con un pizzi­co di noce moscata.
Scaffa: Short-drink da un’acquavite (base), un liquore e uno spruzzo di bitter, servito sempre senza ghiaccio.
Shrub: Long-drink a base di distillati e frutta, che può anche essere preparato notevol­mente in anticipo.
Smash: Short-drink che corrisponde a un julep in miniatura.
Sour: Short-drink con succo di limone e una ciliegia.
Swizzle: Long-drink preparato direttamente nei bicchieri e servito con un bastoncino per mescolare.
Toddy: Long-drink a base di gin, whisky o rum, fortemente aromatizzato, con aggiunta di acqua e zucchero, servito anche cal­do.
Zombie: Long-drink di origine tropicale, compo­sto da rum, succhi di frutta, frutta fresca e molto ghiaccio.
Zoom: Short-drink con miele e panna montata o liquida
 

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