Il
castagno è una fagacea
dell’Europa meridionale. Le castagne
sono i semi di questo albero, cioè
gli achenii, racchiusi in cupule
coperte di aculei, che noi chiamiamo
ricci. Hanno polpa farinosa,
dolciastra e nutriente, si parla di
circa 470 Kcal per 100 grammi.
Le castagne in commercio sono
conosciute con i nomi di marroni,
a frutto grosso, e rossine, a
frutto medio. Con la cottura e con
l’essiccazione nascono i termini:
anseri, caldarroste, caldallesse,
ballotte,etc.
Il castagno è più
longevo dell’ulivo, in Sicilia ne è
celebre un esemplare sull’Etna detto
“ Il Castagno dei cento cavalli” il
suo tronco misura cinquantadue metri
di circonferenza e si presume abbia
dai 3.600 ai 4.000 anni di età.
Tornando alla classificazione
merceologica, le castagne prodotte
da piante da semi sono dette
castagne selvatiche, e in genere
sono quelle che danno i frutti più
sani, quelle provenienti da piante
innestate e coltivate si dividono in
marroni, più grossi e tondi,
e castagne domestiche, più
piccole e schiacciate.
Le castagne secche sono quelle
essiccate in speciali essiccatoi,
private della buccia si consumano
così come sono, senza altra cottura,
oppure messe a bagno e poi cotte,
per esempio, con il latte: tipica è
la busecchina cara ai vecchi
milanesi. Le castagne cotte, se
bollite, si chiamano succiole
o ballotte.
Le castagne biscotte sono i
marroni infornati, tuffati in acqua
bollente e poi asciugati.
Le caldarroste o bruciate,
sono le castagne arrostite, incise
con il coltello per evitare che
scoppiano.
Esistono anche i marroni
confettati, meglio conosciuti
come glacé i quali si
ottengono facendoli bollire con
glucosio e zucchero.
Dal punto di vista più
strettamente gastronomico,la cucina
tradizionale ha elaborato varie
ricette, dalle torte i castagne,
polente dolci,marronate varie,
castagne sciroppate, cassate di
castagne e non ultimo il più famoso
castagnaccio, o patùna,
del quale più di una regione
reclamano la paternità.
Concludendo amiamo sempre più questo
maestoso albero e gustiamoci i suoi
ottimi frutti. |