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Il castagno è più longevo dell’ulivo, in Sicilia ne è celebre un esemplare cresciuto nel territorio del comune di Sant'Alfio,sulle pendici dell’Etna, detto “ Il Castagno dei cento cavalli” il cui tronco misura
cinquantadue metri di circonferenza e si presume abbia dai 3.600 ai 4.000 anni di età.
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Tornando alla classificazione merceologica, le castagne prodotte da piante selvatiche hanno forma, dimensioni e sapore molto variabili anche se prodotte dallo stesso albero, per cui è molto difficile gestire il prodotto finale, quelle provenienti da piante innestate e coltivate si dividono in marroni, più grossi e tondi, e castagne domestiche, più piccole e schiacciate.

In generale le castagne piccole si prestano più a un trattamento di bollitura, mentre quelle medie e grandi sono più adatte ad essere arrostite.
Le castagne secche sono quelle essiccate in speciali essiccatoi, private della buccia si consumano così come sono, senza altra cottura, oppure messe a bagno e poi cotte, per esempio, con il latte:
tipica è la busecchina cara ai vecchi milanesi. Le castagne cotte, se bollite, si chiamano succiole o ballotte.
Le castagne biscotte sono i marroni infornati, tuffati in acqua bollente e poi asciugati.
Le caldarroste o bruciate, sono le castagne arrostite, incise con il coltello per evitare che scoppino.
Esistono anche i marroni confettati, meglio conosciuti come glacé che si ottengono con una bollitura con glucosio e zucchero.
Dal punto di vista più strettamente gastronomico, la cucina tradizionale ha elaborato varie ricette, torte di castagne, polente dolci,marronate varie, mousse, castagne sciroppate, cassate di castagne, crepes e non ultimo il più famoso castagnaccio, o patùna, del quale molte regioni ne reclamano la paternità.
Concludendo amiamo sempre più questo maestoso albero e gustiamoci i suoi ottimi frutti! |