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L'aceto

di Giovanni D'Arpa

  "Il cuoco è un essere utopico. Lavora nello spazio della cucina. Il pasto è l'anima del cuoco fatto cibo. Ogni pasto è una rivelazione. Si sa che i cuochi generalmente non mangiano quello che cucinano: si accontentano di assaggiarlo. Il cuoco, infatti, non cucina per se stesso ma per gli altri. Il cibo è indubbiamente gustoso ma loro cercano una gioia più intensa; il loro cibo è altro. Loro mangiano la gioia che leggono sui volti dei loro commensali. Quando l'invitato dice: che buono! dice anche: come sono gustosi i sogni che vivono nella mente del cuoco . Il cuoco mangia con gli occhi.."

Giovanni D'Arpa
 
 
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Puoi vedere anche Olii e grassi

Questa volta voglio parlarvi dell’aceto, antichissima sostanza ricavata principalmente dal vino,ma anche da altri liquidi alcolici quale la birra, le acquaviti e il sidro(bevanda ottenuta dalla fermentazione di succhi di frutta). L’aceto viene citato anche nella Bibbia. Se ne sono trovate tracce anche in vasi Egiziani, si pensa che veniva giustamente usato per la conservazione di cibi.

La storia dell’aceto è quindi millenaria e nessun altro alimento si è adeguato cosi bene alle esigenze dei tempi. Oggi, grazie anche alla dieta mediterranea, l’aceto si rilancia come condimento naturale dal basso contenuto di calorie.
L’aceto si ottiene mediante la fermentazione acetica svolta dai batteri. I metodi per la produzione dell’aceto sono tre:

1)      Metodo orleanese o casalinga, consiste nel mettere il vino in una botte riempita per metà in modo da lasciare l’aria necessaria per la trasformazione del vino in aceto.

2)      Metodo lussemburghese, utilizza una botte girevole  riempita di trucioli che viene ruotata in modo che in modo che l’acidificazione avvenga più rapidamente.

3)      Metodo rapido o tedesco, viene utilizzato per la preparazione industriale continua. Il vino da acetificare viene fatto scendere dall’alto sopra strati di trucioli. Alla fine dell’attraversamento degli strati il vino si è trasformato in aceto.

In cucina questo liquido può venire aromatizzato allo scalogno, all’aglio, ai lamponi e in molti altri gusti. Serve alla preparazione di vinaigrette, salse agrodolci, per il condimento di varie verdure e insalate. Dato i suoi effetti conservanti e ben sfruttato per la produzione dei sottaceti.

PRINCIPALI ACETI E LORO USI IN CUCINA

Aceto di vino bianco e rosso. Aceto di vino comune, dall’aspetto limpido e brillante.

Aceto di vino bianco DOC. Ottenuto da vino DOC certificato, abbinamento con verdure crude e cotte, carni e pesci.

Aceto di vino rosso DOCG. Ottenuto da vino DOCG certificato. Molto profumato e corposo, abbinamento con selvaggina, carni rosse, insalate dal gusto delicato.

Aceto di vino bianco aromatizzato alle erbe. Aceto profumato alle erbe aromatiche, adatto per salse e marinate per carni bianche.

Aceto di vino bianco aromatizzato al limone. Con caratteristico profumo di limone,abbinamento con carne di agnello e maiale alla griglia, maionese, fragole e frutti misti di bosco.

Aceto di vino rosso al pepe nero. Con un pronunciato aroma di pepe nero. Abbinamento con marinate di carne rossa e selvaggina, carne cotta alla brace.

Aceto di mele. Aceto bianco derivato dal succo delle mele fermentate e trasformate prima in sidro e poi in aceto. Adatto a qualsiasi tipo di piatto

Aceto di miele castagno. Aceto delicato con il sapore forte del miele di castagno. Abbinamento per glassare le ciliegie amarene, il salmone affumicato.

Aceto di birra doppio malto. Aceto speciale e tipico, pieno di sapore e gusto. Abbinabile con insalate di rape, creazione di salse per brasati, per arrosti di maiale

 

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