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II consumo di carne
suina, fresca e
conservata, ha
raggiunto, sulle tavole
degli Italiani, il
consumo di carne bovina:
forse per il prezzo più
basso o forse anche
perché la gente si è
accorta che il suino
attuale non è così
grasso come quello di
una volta.
Infatti, mediante
selezione genetica e
incroci di razze, sono
state opportunamente
scelte alcune varietà di
suini magri adatti al
consumo fresco che
hanno, per dare un'idea,
solo due centi-metri di
spessore di lardo
rispetto agli 8-10
centimetri di una volta.
Confrontata con la carne
di bovino, quella di
suino magro ha qualche
pregio in più; eliminati
tutti i pregiudizi di
"pesantezza", si può
verificare che il
contenuto in colesterolo
è leggermente più basso,
che i grassi sono più
ricchi di acidi grassi
polinsaturi e, altra
particolarità non
trascurabile della carne
suina, il contenuto di
tiamina, o vitamina Bl,
è di circa 10 volte
superiore a quello
riscontrabile nella
carne bovina. |