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Anticamente ogni
contadino, dopo la
mietitura, portava
il grano al mulino
locale per farlo
macinare ricavandone
una polvere bianca
che avrebbe sfamato
per i mesi
successivi tutta la
famiglia: la
farina.
Sin dai tempi più
antichi l'uomo ha
imparato a
impastare la farina
con un poco di acqua
ricavandone, dopo la
cottura in forni
rudimentali, delle
focacce dure che in
un primo tempo
venivano consumate
come portata
principale e in
seguito, con la
scoperta e
l'utilizzo del
lievito, servivano
ad accompagnare,
esaltandone il
sapore, le pietanze
più varie.
Oggi la farina
costituisce per
molti popoli, anche
i più evoluti, un
alimento
fondamentale per
la creazione di
migliaia di ricette
che spaziano dalla
pasta, nelle forme
più svariate e
fantasiose, ai
dolci, dal pane,
onnipresente
compagno dei nostri
pasti, alle salse e
alle creme dove
viene utilizzata
come addensante. |
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La farina: tipi e utilizzi |
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Nella terminologia moderna tendiamo ad utilizzare la parola "farina" riferendoci alla farina di grano tenero, che è di gran lunga la più diffusa nel mondo, venendo utilizzata per la fabbricazione del pane e della pasta, mentre alla farina di grano duro viene usualmente assegnato il nome di "semola", dalla caratteristica grana più grossa e dal colore tendente al giallo.
Tantissimi sono i tipi di farina attualmente disponibili in commercio, come quella di il mais, di riso, di segale e di miglio, ma anche da non cereali, come la farina di grano saraceno, ottima per la preparazione dei pizzoccheri, una specialità della Valtellina, e della polenta taragna.
Altre farine vengono ricavate dalle leguminose, come la farina di fagioli o di ceci, quest'ultima è utilizzata in Liguria per preparare la farinata, a Palermo per preparare le panelle e a Livorno per preparare la cecina.
Particolari farine, che in questo caso vengono però denominate "fecole", vengono ricavate dalle patate, dalle castagne e dalla manioca.
La farina di castagne è molto utilizzata in Corsica, mentre in Italia è principalmente usata per la preparazione di dolci tra cui il celebre castagnaccio, le frittelle, i necci in Toscana, e tante altre. Preparazione comune a Corsica e Italia che utilizza la farina di castagne è una varietà di polenta dolce, che ha a lungo costituito l'alimento-base delle popolazioni di montagna in numerose zone dell'Appennino. |
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Non è possibile, considerata la grande quantità di prodotti di base dai quali è possibile ricavare la farina, utilizzare dei valori assoluti per descriverne le proprietà, genericamente possiamo però affermare che 100 grammi di prodotto forniscono circa 339 Calorie.
Il principale apporto è di carboidrati, che costituiscono l'80% del totale, mentre la restante parte è suddivisa in proteine per il 15% e grassi per un 5%.
Le vitamine sono presenti solo in tracce.
Un'ulteriore considerazione sul potere nutrizionale e calorico della farina è che molto difficilmente viene consumata assoluta, e viene spesso abbinata ad olio o ad altri condimenti che fanno lievitare, e di molto, i valori.
Alla farina, a seconda della sua forza, cioè la capacità di resistere nel tempo alle lavorazioni che subisce, viene assegnato un valore, l'indice di panificabilità, indicato con la lettera W.
Ad un valore alto di W corrisponde un alto contenuto di glutine e quindi un maggior assorbimento di acqua e una maggiore lavorabilità, viceversa una farina con un basso contenuto di glutine otterrà un valore di W molto basso ed assorbirà pochissima acqua.
- Le farine deboli sono ottime per biscotti, cialde e dolci friabili; anche per besciamella e per rapprendere salse. Assorbono circa il 50% del loro peso in acqua: nei budini al limone fa da addensante come nella salsa al vino rosso o ancora nei biscotti di carote e arancia.
- Le farine medie consentono di fare il pane francese, i panini all'olio, la pizza, la pasta.
- Le farine forti si utilizano invece per il pane classico, la pizza, la pasta all'uovo, pasticceria a lunga lievitazione: babà, brioche.
Solitamente con le farine tipo 0 e 00 si realizzano prodotti non lievitati come le creme, le torte a lievitazione chimica come il plumcake, i biscotti e le crostate, farine con valori del W più alto consentono la preparazione di pizze o dolci lievitati come il babà, il savarin etc., valori più elevati corrispondono alle farine tipo manitoba. |
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