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Datteri di mare

 

 
Il dattero di mare è un mollusco bivalve della famiglia Mytilidae che deve il suo nome, a lithos (pietra) e phagein (mangiare), per la sua capacità di perforare le rocce per vivere al loro interno.

Caratterizzato da una conchiglia equivalve, molto allungata e con le due estremità arrotondate, è di colore bruno castano e per questi particolari che ricordano il dattero si è visto assegnare il nome col quale è conosciuto da tutti.  Sulla faccia esterna delle valve appaiono sottili striature che evidenziano le linee di accrescimento. Il guscio è leggero e ricoperto da una fine membrana; il lato esterno delle valve, in mare, è fosforescente, mentre l’interno è bianco-azzurrognolo, quasi madreperlaceo.

Il dattero di mare vive all'interno di rocce calcaree corrodendole tramite secrezioni acide e si nutre di materiale organico che raccoglie estroflettendo una sorta di sifone al di fuori della galleria.

 

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Solo per completezza di informazione abbiamo una rubrica dedicata ai datteri di mare, in quanto il consumo, la detenzione, il commercio e la pesca del dattero di mare sono vietati in tutti i paesi dell'Unione Europea ai sensi dell'art.8 del Regolamento (CE) 1967/2006.

I motivi sono facilmente comprensibili, e sono  essenzialmente quelli descritti in seguito.
 

Il dattero di mare può raggiungere le dimensioni massime di 8-10 cm ed è stato calcolato che raggiunge la lunghezza di 5 cm dopo circa 15-20 anni; le popolazioni di dattero di mare possono raggiungere densità massime nelle pareti costituite da calcaree, fino a 300 individui/m², che si sviluppano perpendicolarmente, soprattutto lungo i primi metri di profondità (1-5 m). I fondali più minacciati dalla distruzione connessa alla pesca del dattero sono gli ambienti litoranei di falesia calcarea, che coincidono spesso con la localizzazione di numerosi parchi o riserve marine.

La pesca è molto invasiva e distruttiva nei confronti degli ambienti e dei litorali rocciosi che ospitano i datteri perciò è vietata. E' stato calcolato che per preparare un piatto di linguine ai datteri di mare, è necessario distruggere 1 m² di superficie marina: per pescare i datteri, si frantumano infatti interi banchi di scogli.

Quindi per non privare i buongustai di questo prodotto si stanno tentando diversi progetti di allevamento, in cui i datteri di mare vengono messi a dimorare in appositi blocchi di cemento, la cui distruzione al momento della raccolta non causerà alcun danno ecologico o paesaggistico, ma fino a quel momento ci limiteremo solo a guardarle nelle foto ...

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