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L'aragosta
mediterranea (Palinurus
elephas Fabricius,
1787) è un
crostaceo che vive
nei fondali rocciosi
dai 20 m fino ai 150
m di profondità del
mar Mediterraneo e
dell' oceano
Atlantico orientale.
L’aragosta è il
crostaceo senza
dubbio più famoso ed
apprezzato dal punto
di vista alimentare:
può raggiungere
dimensioni attorno
ai 50 cm ed un peso
di 8 kg. Come tutti
i crostacei ha il
corpo rivestito da
una spessa corazza
che costituisce
l’esoscheletro
divisa in due parti:
il cefalotorace
(parte anteriore) e
l'addome (parte
posteriore), con una
colorazione da
rosso-brunastro a
viola-brunastro e
cosparsa di spine a
forma conica.
L'addome è formato
da 6 segmenti
mobili, nella parte
anteriore presenta
due antenne più
lunghe del corpo,
ripiegate
all'indietro, gialle
e rosse a tratti,
che hanno la
funzione di organi
sensoriali e di
difesa; sulla fronte
sono anche presenti
due spine divergenti
a V. |
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Curiosità e proprietà nutrizionali. |
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La grande qualità delle carni dell'aragosta erano apprezzate fin dall’antichità: nei vivai pompeiani si trovano mosaici rappresentanti questo animale che lotta contro un polpo. In epoca romana l’aragosta era generalmente denominata "locusta" e considerata un cibo molto prezioso, ma indigesto: veniva infatti consigliato di cuocerla in acqua e aceto.
Dal punto di vista nutrizionale l'aragosta è ricchissima di proteine ed è apprezzabile anche per l’apporto calorico (112 kcal per 100 grammi di prodotto edibile): essa è inoltre ricca di sali minerali (calcio, potassio, sodio e fosforo) e vitamine (A, B1 e B2). Data la ricchezza di sodio l'aragosta è sconsigliata a chi segue diete povere di sale e particolare attenzione va posta alla presenza della tropomiosina, che può essere causa di allergia alimentare.
L’aragosta è ritenuta un cibo afrodisiaco, come le ostriche, per il modo in cui si assume che obbliga i commensali a consumarla con le mani, succhiandone alcune parti, come la coda.
In cucina un'aragosta varia il suo sapere a seconda del mare dove è stata pescata, anche se i condimenti contribuiscono ad arricchirne il sapore, come per l'aragosta alla catalana. |
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Per la preparazione in cucina l'aragosta va sciacquata in acqua corrente e poi uccisa immergendola per 5 minuti in acqua bollente salata, altro metodo più difficile consiste nel tagliarla a metà con un colpo netto nel senso della lunghezza.
Fate attenzione, durante la pulizia a eliminare la sacca nera della sabbia che si trova nella testa e il budellino amaro che si trova in mezzo alla coda. Della testa conviene conservare la parte gialla cremosa e, se ci sono, le uova: raccogliendo il tutto con un cucchiaino e mescolandolo alla maionese si otterrà una squisita salsa di accompagnamento.
A questo punto si può procedere alla cottura tenendo conto che di base servono circa 10-12 minuti per ogni mezzo chilo di crostaceo e che non conviene far cuocere troppo l'aragosta nell’acqua perché diventerebbe dura, e se siete muniti di tanta pazienza ecco una trionfale aragosta in bellavista.
Spesso le aragoste vengono cucinate secondo ricette raffinate e dai nomi più svariati (alla Cardinal, Thermidor, Newburg ...) che richiedono di tagliare la coda a medaglioni, dopo una bollitura sezionando la polpa.
Riportiamo ora qualche consiglio circa i vari metodi di cottura:
A lesso. Forse il modo più semplice ma ne esalta il sapore. La cottura deve avvenire in un court-bouillon aromatizzato con vari sapori e un bicchiere di vino bianco per 20-40 minuti a seconda delle dimensioni dell'animale. Si può servire sia calda che fredda; nel secondo caso la si deve lasciar raffreddare nel liquido di cottura, ad esempio l'aragosta bollita.
Alla griglia. Si taglia l'aragosta in due nel senso della lunghezza, la si pulisce, e la si condisce con sale e pepe, irrorandola con del burro e la si cuoce alla griglia o sulla piastra. La fiamma deve essere moderata: ed ecco un'ottima aragosta alla griglia!
Allo spiedo. Questo tipo di preparazione fornisce ottimi risultati perché la polpa dei crostacei resta particolarmente succosa e tenera. Una volta uccisa e pulita l'aragosta la si fissa a uno spiedo. Si cosparge abbondantemente di olio mescolato a sale, pepe, timo e alloro in polvere e la si cuoce per 40-45 minuti circa su fiamma piuttosto vivace, irrorandola molto spesso con vino bianco e burro fuso.
Arrostita in forno. In questo caso è meglio uccidere l’aragosta tagliandola a metà con un colpo netto nel senso della lunghezza, poi si condiscono le due metà con sale, pepe e olio e si fanno cuocere nel forno caldo per 20-25 minuti, ottenendo risultati come l'aragosta alla Thermidor. |
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