I sottaceti sono un
grande classico della
cucina italiana. Si
servono come antipasto,
conditi con un filo
d'olio assieme ai
salumi: si usano come
"sgrassante" del palato
dopo piatti robusti come
brasati, zamponi e
simili; arricchiscono di
sapore i bolliti, le
insalate, i panini.
Hanno un solo difetto:
non amano il vino e ne
alterano il sapore.
Le verdure, tagliate
a pezzetti, vengono di
solito, ma non sempre,
prima scottate in aceto
bollente aromatizzato in
vario modo e poi
invasate e coperte o
dello stesso o di altro
aceto, freddo o caldo.
L'aceto da usare deve
essere sempre di vino,
bianco o rosso. Per
attenuare il sapore
acido, si può sostituire
parte dell'aceto con
acqua o con buon vino
secco, bianco o rosso.
Le verdure messe in
conserva possono
assorbire aceto e per
onesto occorre
controllare, 10-15
giorni dopo la
lavorazione, se è
necessario effettuare
aggiunte. Gli eventuali
rabbocchi si faranno con
aceto crudo e freddo,
oppure con acqua e aceto
o vino e aceto. Se i
vasi erano stati
sterilizzati e si era
creato il vuoto, è bene
ripetere la
sterilizzazione e
controllare che si
ricrei il vuoto.